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Provando a seguire con curiosità quei suggerimenti che un po’ il caso, un po’ il gusto personale fanno comparire nella colonnina di destra della schermata di youtube, mi sono imbattuto in un album di Susumu Yokota, il bellissimo Sakura.

Il quarto brano di questo disco – di matrice elettronica e di anima nipponica – mi suonava dolcemente familiare senza che riuscissi da subito a stabilire perché. Una semplice ricerca in rete svelava il piccolo mistero, la canzone Genshi era stata utilizzata come musica di sottofondo per la schermata principale e per i menu di un gioco di rally da me molto amato ai tempi della Ps2, e cioè World Rally Championship 4.


WRC4_copestasiLa simulazione di Evolution Studios aveva trovato nelle bellissime note di Yokota un perfetto commento musicale, un tappeto quieto e ricco di aspettativa che aveva in questa velocissima e spettacolare incarnazione del rally, un contrastante e riuscito contrappunto.

A partire dal comparto visivo, WRC 4 era gioia pura sprigionata dalla mia Playstation. Mai viste una Xsara, una Fabia, una 307, una Impreza, una Lancer in quello stato di forma; mai visti asfalto e condizioni atmosferiche così vivamente realistici.

Ma l’aspetto ancora più sensazionale era la giocabilità che discendeva dalle diverse e ben riprodotte condizioni di guida, dettate da una meteorologia cangiante e dalla varietà dei fondi stradali: le polverose discese di Cipro in cui mi sembrava di non avere i freni!, il ghiaccio di Montecarlo spalmato su tornanti a uncino che mi lasciavano direttamente in cielo, la pioggia e l’asfalto malinconici delle tappe giapponesi, la sinuosità sbarazzina delle curve sarde.

Indimenticabile il conciliabolo tra pilota e navigatore a fine tracciato; la loro mimica eloquente era, tappa dopo tappa, una sentenza definitiva sulle mie capacità di pilota.

Questa pillola “della memoria” (anche musicale) vuole essere tanto un omaggio a quel magnifico gioco di rally, quanto un piccolo tributo a uno studio di sviluppo che, prima di scomparire, ci ha regalato la travolgente e spensierata serie di Motorstorm e il tormentato ma notevole Driveclub. Grazie Evolution Studios e grazie Susumu Yokota.