Share

Nell’ormai lontano 2001 incappai in un gioco che mi fece cambiare per sempre la visione d’avventura. Un mondo aperto ed esplorabile come non avevo mai visto prima.

Sì, parlo di Gothic della Piranha Bytes.

In realtà non si trattava di avventura, bensì di un gioco di ruolo in forma Action, ma poco importa perché la sensazione fu quella di una grandissima avventura in cui l’immersione era il vero punto forte. In cui bisognava integrarsi nel contesto dialogando con personaggi che davano grande impressione di “vivo”. Lavorare, mangiare, dormire, esplorare, schierarsi e tutta una serie di azioni che facevano sembrare il mondo credibile sotto tutti i punti di vista.

Ok, svelato il mio morboso e profondo amore per questa saga, vengo al punto: iniziando a giocare con Risen mi sono sentito subito come a casa. Con tutti i pro e i contro che può avere tecnicamente un gioco, Gothic, di ormai 15 anni fa, posso solo fare i complimenti alla Piranha Bytes per aver mantenuto invariato il feeling della propria visione del gioco di ruolo.

Risen, a differenza di altri giochi dello stesso genere, è pervaso da una sensazione di libertà completa, probabilmente data dal fatto che non vi è alcun tipo di interruzione dovuta a caricamenti fra le sezioni della mappa o all’interno delle varie strutture. Ciò che si vede a schermo è sempre raggiungibile in completa libertà.

Risen 3

Con un coltello arrugginito e due stracci comincia l’avventura che inizialmente ci vedrà spesso e volentieri a specializzarci nell’abilità più utile: la corsa!

UNA ROTONDA SUL MAR… O NEL BOSC… VABBO’, BIRRA E SALSICCE IN OSTERIA VA’
Caratteristiche che apprezzo molto in un gioco di tali proporzioni sono anche i particolari e le azioni fini a se stesse. Sì sì, è strano, ma girovagare per villaggi, camminare per boschi piuttosto che offrire aiuto ai numerosi personaggi presenti nel mondo di gioco, sono attività che si spezzano volentieri sedendosi semplicemente su una panchina, un ceppo o di fronte a un mercato, facendo una pausa dal gioco… senza però premere pausa. 😀

Osservare il paesaggio con un bel tramonto, mangiando una mela o accendendosi una sigaretta è una cosa molto banale, magari, ma che riesce a dare quella profondità in più all’esperienza complessiva. Proprio in questi frangenti, ed essendo il gioco in terza persona, si può dunque ben notare l’amore riposto dagli sviluppatori nel creare le varie animazioni.

…C’HO LA BORSA DI MARY POPPINS!
Amo esplorare i punti più impensabili, le caverne più nascoste… abitazione per abitazione, templi con tesori preziosissimi, e in tutto questo non devo mai stare attento alle dimensioni del mio inventario o al peso. Fantastico! Piglio tutto di tutto e quando poi arrivo dal commerciante di turno lo pelo di tutto il suo denaro vendendogli le cose più inutili in quantità industriali ^_^  Si, non sarà realistico… ma è una figata!

Come giocabilità non ci si può lamentare. Tutto molto intuitivo come un normale gioco d’azione/avventura: un pulsante per attaccare con le numerose armi o incantesimi, un pulsante per parare, la modalità furtiva ed il salto. Inizialmente saranno tutte caratteristiche molto goffe e poco incisive, ma già con l’assegnazione delle prime abilità, potremo definire subito dove specializzarci e facilitare il nostro stile di gioco.

Un altro aspetto che distingue Risen da altri titoli del genere è la distribuzione dei punti esperienza per potenziare le caratteristiche del nostro Alter Ego. Facendo esperienza, e quindi accumulando i punti livello da spendere, non basterà aprire la schermata per la loro distribuzione, anzi, non serve proprio a nulla. Ogni singolo punto va speso esclusivamente trovando le persone che ci potranno insegnare nuove abilità.

Che sia un fabbro, un mago, un guerriero, un cuoco o un ladro, sarà sempre necessario cercare il personaggio di cui abbiamo bisogno e farci insegnare quello che vogliamo migliorare. Ovviamente non basterà solamente avere punti esperienza da spendere, ma dovremo aggiungere anche una somma di denaro.

Un sistema di progressione non così intuitivo, quindi, e che spesso e volentieri ci porterà a cercare le persone giuste, per imparare abilità uniche, in tutto il mondo di gioco. Evvai di esplorazione come piace a me… e anche di carta e penna a volte!

Risen 1

“Orco can che bel tramonto che ghe s’è… varda la!” “Eh no bell’homo sapiens, non mi volto perchè c’hai la faccia da ladrone e furfante. Lo so che hai puntato il mio cinghialetto alla brace, e se solo ci provi ti arriva un destro!”

 

Parlando in generale del gioco invece, parte abbastanza lentamente e non affida ai filmati il compito di spiegarci la trama, starà a noi doverci informare chiacchierando con le persone o leggendo testi. Le fazioni da scegliere con cui allearsi sono tre, con un sacco di sottomissioni e diramazioni varie, ed il più delle volte viene da scegliere per pura simpatia verso determinati personaggi (diventare un grande e potente mago ha sempre il suo fascino in questi giochi stampo epico/evocativi, anche se personalmente ho scelto la via della forza bruta :P).

La storia principale però diventa molto chiara a gioco avanzato e porterà il giocatore, indipendentemente dalle scelte fatte, ad un solo ed unico finale. Caratteristica questa che non ho trovato fastidiosa, anzi, ne ha giovato il gioco da trequarti in poi con bei colpi di scena e ambienti ispirati, a mio parere.

CHI VA FORTE VA INCONTRO ALLA MORTE!
Il livello di difficoltà non è fra i più bassi ma, essendo un gioco di ruolo ed essendo il mondo molto libero, si trova sempre la maniera per aggirare il problema o per superarlo tornandoci in un secondo momento con il giusto incantesimo… hi hi.

Sicuro è che se ci si inoltra troppo in zone inesplorate, si fa una brutta fine. Serve avere il giusto equipaggiamento e a volte anche la giusta pergamena, senza la quale non è proprio possibile proseguire. Anche un branchetto di Goblin, che comunque un po’ di fastidio lo dà, può rivelarsi letale se accompagnato dalla improvvisa comparsa di un grosso lupo o di un lucertolone, e in un attimo… il game è over. Fortunatamente c’è la possibilità di salvare in qualsiasi momento tramite il salvataggio veloce, ma attenzione che a volte può rivelarsi controproducente 😉

Risen 6

Buonasera Madame! Due tavernelli, un marzemino e qualche tarallo grazie 😉 Si vuole mica unire a noi per uno scopone scientifico? B-)

Indice di rapimento

Ore e ore e ore di musica rilassante, dialoghi, trabocchetti e decisioni influenti. La Piranha Bytes rimane fedele alla linea. Cambia l’ambientazione, ma mantiene invariato tutto il sistema di gioco, pur migliorando un po’ in tutti i comparti. Risen porta via parecchio tempo, ma grazie all’abbondante varietà di missioni, difficilmente annoia. Il paesaggio è molto credibile e le sfumature lo rendono ammirevole, pur non avendo un motore grafico spinto. I personaggi sono vari e con molta personalità. Livello di sfida medio alto e ben calibrato. Gli amanti della serie Gothic non rimarranno sicuramente delusi e, anzi, troveranno in Risen un erede degno della famosa saga grazie anche ai due seguiti.