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Gli spiriti che controllano le quattro stagioni sono scomparsi. La foresta ne risente, qualcosa di strano ed inedito è in atto al suo interno. Una volpe selvatica, dotata di facoltà mistiche che le consentono di manipolare proprio i cambiamenti climatici, si impegna allora in una delicata e pericolosa avventura. Riportare indietro gli spiriti guida e svelare il mistero: ucci ucci sento odor di avventurucci (…).

Queste le delicate premesse di Seasons after Fall, grazioso gioco d’avventura e piattaforme in sviluppo da parte della software house indipendente Swing Swing Submarine e previsto, dopo un primissimo annuncio alla Gamescom 2014, per quest’anno su Windows, Mac, Linux e non ancora precisate “Consoles”.

Basta uno sguardo al trailer, pochi secondi di immagini miste a musica, per rendersi conto che a livello estetico – artistico il gioco fa sul serio: deliziosi sfondi che sembrano, e quasi sicuramente sono, dipinti  a mano, una colonna sonora interpretata da un quartetto d’archi che resta impressa anche dopo l’ascolto e un’ambientazione ricca e camaleontica, con questa foresta pronta a repentini cambi di veste al mutare della stagione.

Seasons-after-Fall-1Sì, perché la meccanica sicuramente più interessante che il gioco sembra avere da offrire è proprio la facoltà della nostra impavida volpe, una volta recuperati dagli spiriti, di ricorrere a poteri psichici per cambiare all’istante, ed in qualsiasi momento, stagione, servendosi di tale possibilità per manipolare l’ambiente circostante e superare ostacoli altrimenti insormontabili.

Una cascata, allora, diventa un ponte, se opportunamente congelata con l’ausilio dell’inverno. Un fiore può sbocciare e rendere accessibili aree prima precluse, se aiutato con un po’ di primavera. E così discorrendo, attraverso fiumi, caverne, fitti tratti boscosi: la foresta è il viaggio, gli spiriti delle stagioni le destinazioni.

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Pensato come un’esperienza in primis esplorativa, il gioco non propone meccaniche platform che siano proibitive o comunque estremamente complesse, bensì accessibili, studiate per accompagnare piuttosto che per ostacolare. La dinamica dei cambiamenti temporali, ad ogni modo, aggiunge al contesto quella spruzzata di puzzle che non guasta e già pregusto di sperimentare la sensazione di un paesaggio da manipolare a piacimento e che risponde all’istante attraverso le sue organiche propaggini, destinate dunque ad espandersi, contrarsi, congelarsi o disgelarsi, e altro ancora, a seconda dell’input ricevuto.

Esplorazione di una splendida e mutevole ambientazione bidimensionale, interazione con gli scenari ed i loro abitanti (attraverso un linguaggio non verbale), un suggestivo accompagnamento musicale, una storia delicata ma pregna di mistero, oltre che di quell’immortale fascino fiabesco che la collocherebbe adeguatamente tra le pagine di un libro. Non fosse che, almeno a mio avviso, l’esperienza che Season after Fall propone è destinata a coinvolgere coinvolgente pad alla mano, prima e oltre che occhi e orecchie “allo schermo”.

Seasons-after-Fall-3Un titolo interessante, che mi ha richiamato alla memoria le suggestive atmosfere di Ori and the Blind Forest, benché se ne discosti significativamente per la filosofia di game design e che ho pensato di segnalarvi. Non ci resta che attendere, dunque. Sperando che quel 2016 che gli sviluppatori hanno finalmente indicato ad inizio anno come periodo d’uscita sia effettivo e che arrivi, a breve, una data precisa ed informazioni su tutte le piattaforme d’uscita.

Vi lascio al primo trailer mostrato nel 2014 (se già era così bello allora…) e al sito ufficiale. Buona visione!