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Nintendo 3DS/WiiU – 5 Febbraio 2015
PC – 23 Aprile 2015
Amazon Fire TV – 22 Ottobre 2015
Xbox One – 16 Marzo 2016
Ne mancava ancora una all’appello, no?
… Se stavate pensando PSVITA, beh, NOPE! Avete perso. Salutate tutti perché ora cadete nella botola.
Parlavo della versione da me giocata, quella per PlayStation 4 uscita pochissimo tempo fa, il 19 Aprile!
Quindi, dopo più di un anno (quasi due se contiamo la prima release americana nell’Ottobre del 2014) e dopo l’approdo su molteplici piattaforme, riesco finalmente a giocare il terzo e, per ora, ultimo capitolo con protagonista la bella mezzo-genio Shantae della sempreverde, e sempreretrò, WayForwardShantae and the Pirate’s Curse!

La sera del 20 Aprile mi sono organizzato il gioco sulla mia console. Lo avvio e… POW! Otto ore e mezzo di gioco in due giorni, 100% compiuto e iniziato il Nuovo Gioco + in “modalità Pirata”, sbloccabile dalla seconda run in poi.
C’è bisogno di dirvi il perché? Eccerto, sono qui per questo, ma sappiate già una cosa: se finisco un gioco del genere così in fretta c’è solo un motivo veramente valido, che NON è il fatto di doverne parlare qui e finirlo quindi il più velocemente possibile, ci mancherebbe. La cosa è molto, MOLTO più semplice del previsto…
MI SONO INNAMORATO!

Shantae in pigiama

COME SI FA NON AMARE UN PERSONAGGIO DEL GENERE DICO IO, COME?… Tra l’altro è la prima schermata di gioco, dove lei sta a letto, ancora in pigiama… CHEBBELLA È

WAIFU: Termine inglese dalle fattezze orientali (Engrish) nato dalla mente degli uomini giapponesi per riferirsi alle loro mogli (wife). Tale termine è stato poi portato, sfruttato e “normalizzato” nell’Internet dagli amanti di anime/manga e videogiochi per riferirsi alle loro ragazze preferite prese dai mondi immaginari 2D appena citati.

Esempio: Shantae è diventata la mia waifu. Me ne sono innamorato.

Ecco, ora potrete capire meglio, voi che non conoscevate questo termine, quello che volevo farvi capire in questo momento… anzi, prendete l’esempio qui sopra non più come, appunto, un semplice esempio: Shantae E’ DIVENTATA la mia nuova waifu!
E non parlo solo di lei in effetti eh… QUESTO GIOCO È PIENO DI WAIFU!
Certo, in verità la serie è nata nel lontano 2002 su GameBoy Color con Shantae e da allora, prima di questo capitolo (come detto all’inizio) c’è stato anche un altro gioco, quel Shantae: Risky’s Revenge nato su DSi nel 2010, quindi non dovrei dirlo solo ora, ma… i disegni, amici terrestri, I DISEGNI!

Seppur abbia già apprezzato i capitoli precedenti, nessuno di essi, finora, mi ha mai dato queste sensazioni per quanto riguarda il lato visivo dei personaggi, per i loro artwork e design. Per questo ho un ringraziamento da fare: GRAZIE INTI CREATES! Grazie per esserti messa in mezzo nello sviluppo in aiuto agli autori della WayForward! Grazie per aver dato una rinfrescata a questi già fantastici personaggi rendendolo ancora più belli e piacevoli alla vista!

Leggendo tutto questo potreste prendermi per un allupato che sbava dietro dei disegnini, ma… IN QUESTO CASO È PROPRIO COSÌ!

Shantae and the Pirate's Curse pg

Dai, guardate un po’… come non si possono apprezzare certi personaggi? A parte Shantae, che è il top… hanno reso più carina anche una zombie, la svampita Rottytops! Per non parlare della malvagissima pirata, Risky Boots, o l’avicoltrice in cerca di marito Sky… certo, ci sono anche Bolo l’imbranato, in basso a destra, o l’intelligente zio barbuto di Shantae, per non parlare dei due fratelli di Rotty… ma, ehi, scusate se sono un maschietto e preferisco vedere altro!

Non che gli autori non sappiano sfruttare questo lato “sensuale” di certi personaggi, eh.
La stessa Shantae, per esempio, è il simbolo della sensualità, visto anche il suo essere una brava danzatrice dal vestito succinto, oltre che la guardiana della sua città Scuttle Town, nelle Sequin Land, quindi diciamo che il fan-service è proprio di casa, e ogni momento è buono per mostrare un po’ di belle curve manga-style.
Tipo queste:

Shantae piscina

… e questa è pure parte di una missione primaria molto importante per continuare il gioco, oltre che una delle scene più divertenti, no-sense e fan-service del gioco

MA BASTA CON ‘STE FOTO CHE MICA SIAMO SU PLAYBOY 2D OH!
Che poi ci sono pure ragazzine in mezzo… se continuo così poi si penserà davvero MALE… fortuna che è un videogioco. Comunque, avete capito benissimo che i personaggi mi piacciono (e non solo visivamente eh), ma parliamo del gioco in sé, tipo, che so… DELLA TRAMA!

Ah no, in verità non posso raccontarla… al massimo potrei solo accennarvela un po’ e parlarvi di un imminente ritorno di un’entità oscura chiamata Pirate Master, uccisa e rinchiusa in una tomba tempo addietro dalla potente magia dei vecchi Geni di Sequin Land, e del viaggio della nostra Shantae che, messe da parte le divergenze con la sua storica antagonista Risky Boots, si allea con quest’ultima per bloccare e sconfiggere la magia nera del nuovo nemico… ma, beh, più di questo non posso dirvi.
Ve l’ho detto, e pure più volte: Pirate’s Curse è il terzo capitolo della serie, sequel diretto di Risky’s Revenge, quindi ogni cosa riguardante la trama potrebbe essere non solo uno spoiler per coloro che non hanno giocato questo capitolo, ma soprattutto per chi non ha giocato ALMENO il capitolo precedente, in quanto quest’ultimo viene menzionato in continui dialoghi e comparse, cosa che, ovviamente, rovinerà l’esperienza ai neofiti.
Posso dire solo una cosa: recuperateli e giocateli tutti, non ve ne pentirete.
Nella sua semplicità di base infatti, la storia risulta comunque interessante, piena di rivelazioni per il background di vari personaggi ma ancora non completamente svelate, così da lasciare attiva la sete di scoperta nel giocatore per futuri sequel e, di conseguenza, anche la voglia di continuare a seguire le gesta della genietta mezzosangue per scoprire le sue origini ancora avvolte nell’ombra, così come molto altro.
Vi sono addirittura diversi finali, uno dei quali più completo e con tanto di boss bello impegnativo, per dire…

Serio al punto giusto quindi, soprattutto in certe parti… ma non troppo. Anzi, una delle cose che più contraddistingue lo stile della narrazione è proprio il character design, il carattere unico di ogni personaggio e i dialoghi che intercorrono tra di essi, tra continue battute e citazioni che più di una volta mi hanno fatto sorridere e amare sempre di più ogni personalità presente, che sia essa primaria o secondaria, o NPC a caso. Tra Rottytops e il suo modo allegro di rovinare le vite altrui sparando freddure sull’essere zombie, un ciclope muscoloso di nome Brandon che diventa He-Man per “farsi figo” ma non riesce a tornare com’era, o una tizia a caso in mezzo alla città che sta “appoggiata al muro da ben due avventure”, ce n’è di ogni.
Solo bello.

Shantae Leia

Per non parlare di questa parte, dove le belle protagoniste vengono vestite da “una principessa spaziale”… random proprio… e comunque sì, altro fan-service. Altro bellissimo fan-service.

Ma le cose nuove non sono subentrate solo su trama e i disegni eh!
Beh… magari queste novità non sono passate per la strada della”grafica“, ma, ehi, è godibilissimo lo stesso.
Anzi.
Con l’EngineBlack usato come motore di gioco anche stavolta, infatti, non sono stati fatti molti passi avanti (tralasciando l’aggiunta dello zampino di Inti Creates per i disegni realizzati a mano), facendo risultare questo capitolo molto simile a quello precedente soprattutto per quanto riguarda i modelli dei personaggi, mentre un paio di animazioni e l’aggiunta di dettagli, oltre che una resa più pulita, rendono il tutto più “moderno” e ben fatto. Certo, moderno tra virgolette… si parla pur sempre di un gioco digitale dallo stile molto retrò (tipico di WayForward tra l’altro) uscito inizialmente per una portatile, piattaforma in cui, secondo me, Shantae risplende ancora di più anche per un fattore di comodità dato dal suo stile di gioco e dalla sua longevità, comunque buona per il genere e più alta del predecessore. Ciò non toglie, tuttavia, che il titolo sia apprezzabilissimo anche sui grandi schermi, con la bella pixel-art, la grande fluidità delle animazioni e la varietà delle ambientazioni e del loro design. Sempre se si gradisce questo stile old-style ovviamente.
E dovreste. Tutti.
E poi è anche per questo che, per i giocatori di Risky’s Revenge che non hanno ancora toccato Pirate’s Curse, sarà come un graditissimo “ritorno a casa”, ma migliorato in toto.

Shantae gameplay

Non ricorda i bei tempi di Wonder Boy? Questo livello poi mi ha riportato ai tempi di Wonder Boy III: The Dragon’s Trap per SEGA Master System. Sprizza nostalgia da tutti i pori anche se si parla di una “novità”. Personalmente è stata una bellissima sensazione.

A parte il fattore grafico, però, il gameplay ha subito “un paio” di modifiche, dando agli amanti della serie un minor senso di “riciclo”, quest’ultimo fermo al solo motore grafico in-game, e portando una nuova sfida per le loro dita allenate da videogiocatori. Ed è qui che, quindi, si parla di novità sostanziali, soprattutto quanto al sistema di combattimento e all’esplorazione.

Per il primo, oltre al solito uso malefico dei capelli-frustamostri, molto più veloce e reattivo di prima, che farebbe impallidire un discendente della famiglia Belmont, escono di scena le magie tipiche della metà “genio” di Shantae per far spazio, al loro posto, all’equipaggiamento da piratARR!
Perché è di questo che si parla in Shantae and the Pirate’s Curse: DI PIRATI!
Non si capiva no? Se vi piacciono i pirati quindi avete un motivo in più per giocarlo!

Shantae Pirata

Anche Shantae si è tuffata a bomba nel clima piratesco! AMMAINATE LE VELE ARR

Tale equipaggiamento, rintracciabile andando avanti nella storia, non solo servirà a sopravvivere agli assalti nemici, come la scimitarra o il cannone, ma servirà anche e SOPRATTUTTO a continuare l’avventura, se non per trovare certe cose, come i Calamacuori (teneramente SBUDELLATI per aumentare la vita massima) o la Magia Nera rilasciata da alcuni nemici speciali. Con la possibilità, se raccolte, di accedere al vero finale.
Tutta roba prima impossibile da trovare o raggiungere. Tutta roba che aggiunge un po’ di sano backtracking, di quello fatto bene, “come lo faceva la mamma nostra”. Tutta roba che, in aggiunta allo sviluppo del personaggio giocabile e all’acquisto/al drop di oggetti che riempiranno il suo inventario, dà quel tocco di metroidvania che non fa mai male.
E ricordate cosa vi dissi nel parere su Super Metroid riguardo ad uno dei miei generi preferiti? Ecco.
Quindi non c’è bisogno di ricordarvi quanto lo ami… o faccio pure un disegnino per farlo capire meglio?

Che poi questo si ricollega all’esplorazione, agli ambienti di gioco completamente 2D (senza le transizioni da un livello di profondità all’altro come accadeva nel predecessore), al loro essere rigiocabili e ripercorribili infinite volte, senza un briciolo di noia  o di frustrazione. A proposito, mi viene in mente un’altra novità che mi è piaciuta non poco: la divisione in isole.
In confronto a prima infatti, dove tutto si svolgeva in una grande isola comprendente l’HUB principale Scattle Town e le sue zone limitrofe, ora si potranno esplorare un buon numero di isole “alla vecchia maniera”, tutte uniche, facendoci passare da un livello immerso nella natura, ad uno immerso nel ghiaccio o nel deserto, e così via.
Eccetto il livello acquatico, che non è pervenuto.
Meno male.
… Eh oh, mica ci deve sempre essere un livello ambientato nell’acqua in questi platform vecchio stampo.

Shantae mappe

Ed è proprio lei, la “buona” Risky, che ci porterà tra un’isola e l’altra con la sua nave piratARR

La struttura dei livelli poi, ulteriormente divisi in “zona esterna” e “dungeon”, aggiunge quel senso di “avventura” che porta a voler scoprire come accedere a certe aree, come trovare certi tesori segreti (non troppi e nemmeno difficili da scovare, ma vabbè), come arrivare ai punti di salvataggio senza crepare, o come arrivare e battere il boss di quell’isola, sempre senza crepare, vista anche la difficoltà generale non troppo bassa ma, addirittura, abbastanza appagante. Senza contare il “ritorno in patria” ogni volta che si esplora e si finisce un’isola, con tutte le scene/missioni secondarie che si possono innescare parlando con i vari NPC!

Insomma, ogni cosa è al suo posto e quello che il gioco vuole offrire lo offre benissimo, con un risultato finale non indifferente: DIVERTE!
Diverte non poco.
Non mi sarei mai sparato 8 ore e mezzo in due serate, non trovate? E non un minuto di noia in quel tempo!
Tra una buona esplorazione, una moltitudine di ambientazioni ed oggetti/collezionabili, una trama interessante con personaggi unici e fantastici a cui ci si affeziona subito, una difficoltà ben equilibrata e soddisfacente, una longevità non troppo alta che diventa comunque molto buona se si contano le ulteriori modalità, come il Nuovo Gioco + in Pirata, citato all’inizio del parere, dove si inizia con tutti i “gadget pirateschi” già sbloccati… e poi i vari sbloccabili (soprattutto su portatile), i segreti, una giocabilità perfetta dai comandi reattivi ed impeccabili, delizia visiva… non manca nulla no?… Macché! Non dimentichiamo di certo le azzeccatissime, orecchiabilissime e trascinanti musiche dal timbro un po’ “SEGA Mega Drive” dello storico compositore della serie Jake Kaufman, il quale mi ha recentemente confermato la sua grandezza dopo averlo idolatrato in quel capolavoro di Shovel Knight, e la fantastica presenza di un doppiaggio (anche se minimo, un po’ come Link della serie di Zelda) realizzato da una delle mie doppiatrici inglesi preferite in assoluto, Christina Vee, che già ho apprezzato in numerosi altri personaggi tra cui Noel Vermillion, Nu-13, Saya, Lambda-11 e Mu-12 nella serie Blazblue e Cerebella in Skullgirls.
E tutto questo popò di roba bella in poco più di 500 MB!

Il quadretto è completo ora!

Shantae porta chiusa

Se avete la chiave potete passare al finale del parere… mannaggiagliscrigni. Un cliché di questi giochi… Un BELLISSIMO cliché… no?

Indice di rapimento

blu-estasiChe posso dire per finire? Nell’ultima parte ho già raggruppato tutto il bello che possiede Shantae and the Pirate Curse… Mh… Ok, allora affermo una cosa:
Uno dei platform migliori degli ultimi anni, senza ombra di dubbio.

Wayforward ha di nuovo fatto centro sviluppando un gioco che rapisce e catapulta prepotentemente nel mondo di Shantae in tutto e per tutto, così tanto che ancora non mi è passata la voglia di rimanere in compagnia dei pazzi personaggi di Sequin Land iniziando una nuova partita… così tanto che ho ripreso addirittura i primi due capitoli della serie… così tanto che ha aggiunto pure hype per il prossimo capitolo in uscita, Shantae Half-Genie Hero!

Certo, questo è un titolo che, a parer mio (come già spiegato), splende di luce propria nell’hardware, nella comodità e nella portabilità del Nintendo 3DS (e WiiU, in caso di partite sul paddone), ma la versione da me giocata (PS4) così come le altre versioni più “grandi” (PC, XboxOne), non perdono comunque niente del suo fascino e, anzi, danno un’opportunità a tutti di giocare una piccola perla che non deve passare inosservata, tra l’altro in alta definizione e con una traduzione italiana migliore… a meno che non abbiate saltato i capitoli precedenti, perché grazie a quelli potrete apprezzare di più certe sfumature della storia e dei bellissimi personaggi che ora non usciranno più dalla mia testa e dalla mia lista di preferenze… e spero anche dalle vostre!
Sempre che capiate l’inglese, perché, sì, Pirate’s Curse è il primo Shantae tradotto in italiano!
Posso pure azzardare nel dire che questo sia il capitolo migliore della serie proprio (e anche) per certi collegamenti, oltre che per alcune modifiche, aggiunte allo stile di gioco e vari aggiornamenti grafici e sonori… e di disegno, di cui non smetterò mai di ripetere “CHEBBELLO”!
Pensate che l’alieno qui sopra è pure indeciso perché, sinceramente (e nel modo più soggettivissimo possibile), metterei un arcobaleno sfolgorante solo per come il gioco sia riuscito a catturarmi e a farmi innamorare di tutti quei pg in così poco tempo, ma, ehi, i difetti ci sono, non possiamo lasciarli stare… o forse sì?

Tranquilli che, una volta iniziato, non lo mollerete più. Anzi, vi dispererete quando vi finirà la prima run, sempre se l’apprezzerete come ho fatto io. Perché sì, uno dei difetti è che finisce. Presto.

Intanto ho istituito un nuovo mantra:
Shantae is love, Shantae is life.

Shantae e Risky in costume

“Hai finito di leggere il parere di Pazzo su Shantae and the Pirate’s Curse. Sfondo sbloccato”