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Pubblicare un gioco di carte nel 2019 potrebbe sembrare la scelta meno originale del mondo. Non pareva innovativo neanche nel dicembre 2017, quando è iniziato l’accesso anticipato di Slay the Spire. Tuttavia, non siamo di fronte all’ennesimo tentativo di emulare il successo dei vari Hearthstone o Magic: The Gathering, perché il titolo sviluppato dai Mega Crit Games è piuttosto un brillante roguelike. Un’esperienza per giocatore singolo dunque, dove, scontro dopo scontro, perfezioniamo il nostro mazzo, che definisce le possibili azioni a disposizione. Come vuole il genere, la difficoltà ci porta a perire frequentemente, ma a quel punto è difficile resistere alla tentazione di buttarsi subito in una nuova partita. Proprio questa voglia di volersi rimettere subito in gioco è sicuramente il miglior indicatore di un roguelike riuscito.

CARTE, MA NON SOLO

Andiamo per gradi. Il combattimento in Slay the Spire si svolge a turni. Invece di un menù delle abilità da cui attingere, le nostre capacità sono definite dalle carte pescate per la mano corrente. Possiamo scegliere una qualche forma di attacco per eliminare i nemici, oppure potrebbe essere più saggio migliorare la difesa o applicare un potenziamento. Ogni carta consuma una data quantità di energia, esaurita la quale si conclude il turno, si scartano le carte rimaste in mano e si concede l’azione all’avversario. Una peculiarità di Slay the Spire è che le successive intenzioni dei nemici sono ben chiare a schermo, lasciando poco spazio alla casualità (e dunque alla frustrazione). Se il mostro provocherà 12 punti di danno e noi abbiamo lasciato la difesa scoperta, non possiamo incolpare la malasorte, ma solo la nostra cattiva programmazione.
Un sistema equilibrato, alla cui profondità contribuisce la presenza di pozioni e reliquie, raggranellabili durante il percorso. Le prime sono oggetti da usare una tantum per un beneficio specifico, mentre le reliquie garantiscono vantaggi permanenti per tutto il corso del viaggio.

Nonostante il sistema a turni, gli scontri risultano sempre rapidi e vivaci

Slay the Spire ci mette a disposizione tre personaggi differenti, ognuno con il proprio mazzo specifico e specifiche abilità, che vanno a modificare sensibilmente l’approccio alla partita. L’Ironclad, per esempio, ha uno stile molto diretto: ci si copre con una spessa armatura, mentre cerchiamo di far valere la forza delle nostre armi. Optando per la Silent sceglieremo un approccio più subdolo, fatto di tante mosse rapide e avvelenamenti. Infine, ancora più diverso è il Defect, una sorta di robot, capace di evocare delle sfere magiche da usare in battaglia. Qui la strategia è legata alla capacità di richiamare le giuste sfere, come se avessimo a disposizione una sorta di esercito da schierare al nostro fianco.

Una volta scelto l’alter ego preferito, inizia il viaggio: scegliamo il percorso che più ci aggrada, tappa dopo tappa, fino ad arrivare al boss della zona. Riuscire a batterlo, ci permetterà di avanzare all’area successiva, dove troveremo nemici più agguerriti, ma anche ricompense e poteri più succulenti.
Ogni “passo” del sentiero porta ad eventi differenti e scegliere quello più corretto è essenziale per non incappare in una morte prematura. Allo stesso tempo, però, un eccesso di prudenza ci impedirà di aumentare la nostra forza, finendo per risultare troppo deboli nelle fasi avanzate.

Alcuni eventi particolari ci offriranno ricompense speciali…a patto di pagare il giusto prezzo

UN DELICATO EQUILIBRIO

La scelta è quindi delicata. Potremmo andare incontro ai nemici, che minacciano la nostra incolumità, ma, sconfiggendoli, consentono di guadagnare denaro e nuove carte per perfezionare il mazzo. Se abbiamo abbastanza denaro conviene cercare il mercante, che venderà nuove carte, reliquie e pozioni. Si può persino scegliere di affrontare un nemico elite, più forte del solito, ma che ci permetterà di ottenere una preziosa reliquia. Le opzioni sono diverse e sempre interessanti, per non parlare di alcuni eventi casuali che mettono alla prova la nostra capacità decisionale.

Il bello di Slay the Spire è che ogni aspetto delle sue meccaniche funziona a meraviglia ed è funzionale all’intero ecosistema. Ogni piccola decisione ci spinge a soppesare con calma i pro e i contro, sia essa la scelta di quale aggiungere al mazzo, o che si tratti della via da scegliere per raggiungere il boss. Come detto, lo spazio per la casualità è ridotto al minimo e, seppur presente nelle carte pescate e nei bottini che incontriamo, non pesa sul corso della partita.
A questo si aggiunge un gradevole senso di progressione, che riesce a farci sentire più potenti mentre accumuliamo carte migliori, pozioni magiche e reliquie. Basta essere arrivati alla seconda area per riuscire a disporre di sufficienti carte per innescare splendide sinergie, da sfoderare contro i nemici più coriacei.

Le carte presenti sono soddisfacenti sia per varietà che quantità, permettendo diverse combinazioni per affrontare i nemici

Non solo. La varietà delle azioni, dei possibili percorsi e delle opzioni di costruzione dei mazzi con i tre personaggi contribuiscono, nel loro insieme, a rendere ogni partita unica, scacciando definitivamente il fastidio per una morte prematura e incitando subito il giocatore ad avviare una nuova partita.
Se ciò non bastasse, è persino presente una modalità “sfida giornaliera”, la quale ci consente di effettuare il nostro viaggio secondo un insieme di regole particolari. Al termine di questa partita speciale, l’avventura verrà riassunta in un punteggio da comparare nelle classifiche mondiali, aggiungendo un pizzico di sfida in più e tanta motivazione alla rigiocabilità. Senza contare il supporto al Workshop di Steam, che è una fucina continua di nuovi contenuti, come carte, personaggi e altro ancora.

Certo, graficamente non lascerà il segno, pur restando gradevole. Discorso analogo per quanto riguarda l’accompagnamento sonoro, sufficiente ma non memorabile. Poco importa, considerata la capacità di Slay the Spire di presentare un gameplay così capace di generare dipendenza. Un merito non da poco, che si aggiunge all’abilità dimostrata dagli sviluppatori nella gestione dell’accesso anticipato, trasformato in un’occasione per ascoltare le reazioni dei giocatori e cesellare così il prodotto finale. Così, aggiornamento dopo aggiornamento, il titolo è cresciuto fino alla versione attuale e Mega Crit Games promette altre migliorie in futuro.

Indice di rapimento

Slay the Spire fa un lavoro magistrale nel mescolare elementi di generi diversi e fonderli in un roguelike capace di tenerci incollati allo schermo per ore. Ogni partita sembra diversa e, appena sopraffatti dai nemici, si ha subito voglia di iniziare una nuova avventura. Il sistema di carte che guida le azioni è ben bilanciato e garantisce una gradevole sensazione di progressione, portandoci dai semplici attacchi a manovre ben più elaborate. Merito a Mega Crit Games, capace di trasformare una buona idea in un titolo veramente brillante, supportato egregiamente nel corso dell’accesso anticipato e ora imperdibile nella sua versione 1.0.