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Dicembre 2015 è sicuramente un mese speciale per gli amanti di Star Wars. L’arrivo del nuovo film ha riportato l’attenzione su una delle saghe più famose di sempre e la “febbre da Forza” è schizzata alle stelle. Per gli appassionati ogni occasione è dunque buona per immergersi nell’universo creato da George Lucas. Un universo che si presta peraltro a spin-off di ogni tipo, nel quale è facile inventare storie appassionanti che raccontino l’epico scontro tra i due Lati della Forza.

Il medium videoludico ha più volte saputo cogliere l’occasione e ha dato vita a diversi titoli targati Guerre Stellari, molti dei quali meritevoli. Giochi, nondimeno, molto vari tra loro per genere. Giusto per citarne qualcuno: Jedi Knight, Empire at War, Republic Commando, X-Wing vs Tie Fighter o Star Wars: Il Potere della Forza. Il fan di Guerre Stellari ha dunque un’ampia scelta di titoli per lasciarsi catapultare in prima persona in quest’universo affascinante. Tra tutti questi giochi, tuttavia, uno in particolare mi ha colpito per la sua capacità di far vivere l’emozione delle pellicole al giocatore: Star Wars: Knights of the Old Republic, gioco di ruolo del 2003 sviluppato da Bioware. Del resto, l’immedesimazione è nella natura stessa degli RPG.

 

Il sistema di creazione del personaggio non è profondissimo, ma è comunque funzionale

Andiamo con ordine, partendo da qualche cenno “storico”. Star Wars: Knights of the Old Republic, Kotor per gli amici, è ambientato al tempo della prima Repubblica, ovvero 4000 anni prima della fondazione dell’Impero, della famiglia Skywalker e di Yoda. Niente paura però, nonostante i quattro millenni di differenza, il mondo che incontrerete è piacevolmente familiare. Ritroverete spade laser, etnie intergalattiche e ambientazioni che gli amanti della saga cinematografica sapranno riconoscere immediatamente. Inoltre, la scelta di Bioware di posizionare Kotor così indietro nella linea del tempo ha permesso loro di cesellare una storia originale, con personaggi totalmente inediti.

L’inizio del gioco vedrà il nostro alter ego svegliarsi bruscamente a bordo di una nave spaziale capitanata da una giovane e talentuosa Jedi, Bastila Shan. Un attacco Sith ci costringerà a passare immediatamente all’azione, dando il via a una lunga e appassionante avventura, che ci terrà incollati allo schermo dall’inizio alla fine. Nel corso del nostro viaggio saremo accompagnati da personaggi memorabili (nove in tutto), ottimamente caratterizzati, con un background profondo che sarete spronati a indagare. Un cast variegato, che spazia dal wookie al Sith redento, dal soldato spietato al combattente tutto d’un pezzo, passando per un droide assassino dalle battute esilaranti. Non potrete però avere un rapporto idilliaco con tutti loro, perché l’affinità dipenderà fortemente dal vostro orientamento morale e dalle scelte di dialogo. Inoltre potrete selezionare solo due compagni per volta da portare con voi, costringendovi alla (faticosa) decisione di quali membri della compagine lasciare da parte.

lightsaber

Sì, tranquilli, potrete scegliere il colore della vostra spada laser

Il gioco si presenta come una sorta di Neverwinter Nights con le spade laser. Ogni personaggio è sviluppabile nelle sue caratteristiche e, a ogni avanzamento di livello, potremo decidere come far crescere le rispettive abilità. Sarà possibile, per esempio, incrementare le chance di scassinare una porta, di hackerare i computer, di curare i nostri alleati con i med-pack o di persuadere i nostri interlocutori. Nel caso dei Jedi/Sith dovremo decidere quali poteri far loro apprendere o potenziare, con delle differenze a seconda del loro schieramento verso il Lato Chiaro od Oscuro della Forza. Le abilità non sono moltissime, ma sono più che sufficienti a farci sentire dei veri Jedi. Dipenderà da voi, in linea con l’orientamento del vostro personaggio, favorire, per esempio, il controllo mentale (“Questi non sono i droidi che state cercando”), il lancio della spada laser, il fulmine o il risucchio della vita.

Come nei classici RPG, le statistiche dei personaggi influiranno sia nei dialoghi sia nei combattimenti. Non ci si deve aspettare un gioco d’azione come quelli della serie Jedi Knight o Il potere della Forza, in quanto Kotor presenta un approccio più tattico e ragionato. Si può solo “ordinare” (sfruttando la pausa dinamica) quali azioni eseguire: con un semplice click il nostro personaggio passa all’attacco del bersaglio designato, magari chiedendoci di intervenire per attivare una qualche abilità speciale. Se il colpo di blaster o l’affondo di lightsaber andranno a segno, dipenderà esclusivamente dal confronto delle statistiche dell’attaccante con quelle dell’obiettivo. In termini estetici questo si tramuta in dinamici scontri tra spade laser e colpi di pistola che schizzano lungo il campo di battaglia, restituendo una sensazione piuttosto cinematografica.

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All’inizio dovrete salvare questa fanciulla…tutt’altro che indifesa!

Proprio l’aspetto ruolistico è uno dei più convincenti di questa ottima produzione. Spesso lo svolgersi di una quest dipenderà dal nostro modo di affrontarla. Si potrà cercare una soluzione pacifica, sfruttando le abilità nell’oratoria dei personaggi, oppure sfoderare direttamente le armi. Il più delle volte queste scelte influiranno sulla moralità del protagonista, ergendolo a paladino del Lato Chiaro o trascinandolo verso il Lato Oscuro. Tutti aspetti che influenzeranno lo sviluppo degli eventi, facendo percepire al giocatore l’importanza delle proprie decisioni. In Kotor spesso ci troveremo tentati dall’intraprendere la via più facile e la via dei Sith apparirà molto seducente, mentre servirà una certa determinazione per restare fedeli al Lato Chiaro.

Tra main story e quest secondarie Kotor soddisfa anche sotto il profilo della longevità, richiedendo una cinquantina di ore per essere spulciato fino in fondo. Anche la varietà degli ambienti accontenta gli appassionati di Star Wars, dato che la nostra avventura ci porterà a visitare diversi pianeti e location. Con la nostra nave arriveremo ad esplorare posti conosciuti come il deserto di Tatooine o la fitta foresta dagli alberi altissimi di Kashyyyk, ma anche nuovi luoghi come la città futuristica di Taris o il vasto oceano di Manaan. Sono presenti anche un paio di mini giochi, per la verità non eccezionali, ma che rappresentano comunque una simpatica aggiunta. Il primo è il pazaak, un gioco di carte simile al blackjack; l’altro consiste nelle gare di swoop, che però si riducono a una corsa contro il tempo su tracciati piuttosto semplici.
Nonostante la vastità del gioco, è curioso che, almeno nelle prime intenzioni degli sviluppatori, il titolo sarebbe dovuto essere persino più ampio. Alcuni contenuti sono stati infatti tagliati durante la produzione, tra cui un’intera ambientazione di tipo vulcanico. Assenze che non si fanno sentire, data la mole che mantiene Kotor.

Indice di rapimento

Mentre imperversa la febbre da Star Wars grazie all’uscita del nuovo film, Star Wars: Knights of the Old Republic è un’ottima opportunità per tuffarsi nel magico mondo di George Lucas. Un gioco di ruolo che sa cogliere appieno lo spirito della saga, proponendo un gameplay solido e una storia splendida, interpretata da personaggi memorabili. Per chi ama gli RPG o è un fan di Guerre Stellari sarà un grandissimo gioco. Per chi ama gli RPG ed è anche un fan di Guerre Stellari è semplicemente imperdibile.