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Prestate bene attenzione puntacliccatori seriali e shumper incalliti in ascolto (?), o, ancora meglio, creature mitologiche nate dalla fusione di queste due passioni videoludiche: Starr Mazer è la risposta ad una domanda che, forse, non avreste mai avuto il coraggio di fare.

Questo ambizioso progetto indipendente della Imago Softworks, felicemente finanziato su Kickstarter un anno fa, si presenta come un audace mix di generi: in parte punta e clicca, in parte shoot’em up a scorrimento laterale, con la promessa di trarre il meglio da ciascuna delle sue due anime. BOOM.

Più che un semplice collage di segmenti d’avventura e selvagge sparatorie spaziali, Starr Mazer, innanzitutto, promette di avere una struttura coerente e fluida, capace di intersecare queste distinte facce della medaglia del sistema di gioco senza che sembrino incollate l’una con l’altra da uno spesso strato di contenuti riempitivi.

Ma iniziamo dal principio.

Ambientato oltre un secolo dopo LA GRANDE GUERRA che ha devastato e messo a soqquadro (ho sempre voluto usare questa parola, doppia “q” rules!) l’intera galassia, Starr Mazer presenta un’affascinante ambientazione spaziale caratterizzata da forti divisioni, con un sistema di “solar-state” dal retaggio simil aristocratico contornati da vaste zone selvagge popolate da pirati, cowboys e coloni, fino al BARATHA DIVIDE, oltre il quale il nulla è il più grande dei misteri.

L’eroe di cui questa galassia divisa e precaria ha bisogno è Brick M. (Metal) Stonewood, abitante di un tempo lontano, in cui “gli uomini erano uomini e la verità spuntava a 60 km/s dalla canna di una pistola” (traduzione semi letterale), per caso risvegliato da un sonno criogenico più che centenario giusto in tempo per imbarcarsi nell’ardua impresa di svelare le verità celate dal DIVIDE. E, magari, portare a galla qualche segreto del suo passato, lungo la via.

Con il suo fiero mezzo in lega di ceramica (sic!), la Starr Wolf, Brick è pronto per il suo destino, che lo attende tra le stelle ma ha il pessimo gusto di iniziare da “Holloway – Exeter”, città di frontiera ruotante intorno alla quarta luna del terzo pianeta di una stella morente. Decisamente il miglior posto per l’inizio di qualsiasi epica impresa…

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Un setting tutto sommato già annusato in molte occasioni, con le dovute specificità, ma che sicuramente promette di essere affascinante se nei fatti sarà mantenuta questa interessante varietà di scenari e tipi umani leggibile nelle poche righe di incipit diffuse.

Dove sta il cuore pulsante di questa produzione, però, è senza dubbio nel sistema di gioco, che combina:

  • Livelli shoot ’em up a scorrimento laterale di stampo prettamente classico basati su un’IA dinamica e contestualizzate nel corso di entusiasmanti viaggi tra pianeti, asteroidi e stazioni spaziali, con scenari e situazioni destinati a cambiare significativamente in base allo stato della parte di galassia attraversata.

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  • Sezioni punta e clicca consegnate attraverso dialoghi ad albero ed un’interfaccia che ricorda una sorta di SCUMM semplificato, con icone verbali e inventario a vista, destinate a condurre in avanti una trama che dovrebbe rivelarsi ricca e trascinante, oltre che carica di carisma e humor.starr_mazer-5
  • Un sistema di missioni da svolgere per conto dei più vari e loschi abitanti di Holloway-Exeter al fine di guadagnare denaro sonante da investire nel potenziamento della Starr Wolf o in punti per incrementare le abilità di Brick, contribuendo così a modellare l’esperienza di gioco, centrandola intorno agli upgrades del veicolo spaziale o all’affinamento delle tecniche di pilotaggio del protagonista.
  • Una generazione procedurale di livelli e sezioni punta e clicca, nell’ambito di una struttura definita “Open – Middled Gameplay”, per cui un’intera run potrebbe considerarsi come la stagione di una serie tv, i cui episodi però possono liberamente apparire in qualsiasi ordine. Ogni segmento, infatti, ha molteplici punti d’ingresso e d’uscita e il gioco registra le scelte del giocatore, procedendo così, sulla base di un algoritmo che tiene conto di diversi fattori, a modificare scenari di gioco e futuri risvolti narrativi, in un flusso di azioni e reazioni destinato a rivelarsi in un finale che, giocoforza, si presenterà diverso per ogni playtrough. In questo senso, potrebbe ad esempio capitare di incontrare un personaggio chiave in un punto distinto dell’avventura, con tutte le conseguenze che la sua presenza, o assenza, può portare alle successive fasi del gioco. Niente di sconnesso o buttato là, rassicurano gli autori: massima cura è stata riposta nella creazione di un’esperienza organica e coinvolgente, con un occhio puntato ad una elevatissima rigiocabilità, sì, ma non a scapito della validità dell’esperienza in sé considerata.

starr_mazer-6Completano questo affresco sfacciatamente ricco un universo di gioco multiforme e totalmente interconnesso, un colorito cast di personaggi e un comparto visivo apertamente omaggiante le estetiche pixellate dell’era 16-bit, in quella che, dicono gli autori, più che una scelta semplicemente artistica è un vero e proprio desiderio di rimandare ad una certa epoca del gaming. Senza tralasciare la colonna sonora originale opera del maestro del chiptun Alex Mauer ed ispirata alle ost di perle leggendarie come Gradius e cartoni anni ’80 quali i Transformers.

Sospendendo, momentaneamente, il “giudizio” sulla struttura OMG (eh sì), che pare interessante ma anche rischiosa in termini di tenuta narrativa e di cui cercherò di approfondire la conoscenza nei prossimi mesi, il gioco sembra una ghiotta occasione per sperimentare un mash-up di generi che non so quanto sia inedito (beata ignoranza) ma che, sicuramente, io non avrei mai immaginato. E mi stuzzica. Neanche poco.

starr_mazer-4Previsto, per ora, solo su Windows, Mac e Linux e con data e periodo d’uscita ancora ignoti, Starr Mazer entra di prepotenza nel campo visivo del mio radar. Speriamo non ne esca. Vi lascio al sito ufficiale e al  video rilasciato nei giorni scorsi per celebrare un anno dal glorioso termine della campagna Kickstarter, un interessante recap dei passaggi salienti dello sviluppo del gioco fin’ora. Buona visione!

Piccolo “bonus”, il trailer della campagna Kickstarter: