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Lo sappiamo tutti, Steam è la piattaforma più imponente per la distribuzione di giochi in formato digitale. Da quando cercavamo tutti i modi possibili per aggirarla, accusando il suo client di essere affamato di risorse è tanto passato tempo. Ma ancora ci troviamo a storcere il naso nel riguardo di alcune sue leggerezze a livello di servizio offerto.

Valve non è nuove alle gaffes riguardanti il tira e molla di giochi prima censurati, poi inserirti e infine, in alcuni casi, rimossi. Nel periodo di maggio erano state prese di mira visual novel a sfondo erotico/romantico come HuniePop, Mutiny!! o The Stargazers, ritenendo che contenessero contenuti che violavano le norme legali della piattaforma. Ovviamente gli sviluppatori di questo tanto amato genere, nonché i relativi fan, non mandarono giù la cosa, e dopo tempo Valve ha finalmente deciso di tornare sui suoi passi.

Attraverso un comunicato sul blog ufficale, che potete leggere cliccando qui, si può leggere

Alla fine abbiamo deciso di tornare indietro ad uno dei principi base di quando abbiamo creato Steam: non deve essere Valve a decidere cosa appartiene a Steam. Se sei un giocatore, non dovremmo decidere per te quali contenuti puoi o non puoi comprare. Se sei uno sviluppatore non possiamo decidere quali contenuti hai il permesso di creare. Queste scelte sono vostre. Il nostro ruolo è quello di fornire gli strumenti per supportare i vostri sforzi e farvi compiere quelle scelte, nel modo che ritenete più opportuno. Per questo motivo, abbiamo deciso che la cosa migliore da fare sarà quello di ammettere tutto su Steam Store, eccetto le cose che riteniamo illegali e le palesi trollate.

Valve quindi pare aver finalmente capito che il suo compito non è di porsi come censore dei contenuti, ma di vigilare sulla qualità degli stessi nei confronti dell’utente pagante. Se uno dei più grandi vantaggi di Steam consiste nel dare la possibilità agli sviluppatori indie di poter lanciare il gioco su una piattaforma che vanta milioni di utenti, il contro è la facilità con la quale possono giungere contenuti palesemente atti a fregare l’acquirente, complice una supervisione troppo leggera da parte di Valve. Certo c’è sempre la possibilità dei rimborsi, ma ciò non sgrava la più grande piattaforma di distribuzione digitale, del compito di controllare la qualità effettiva dei contenuti che offre.