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Crusader Kings, Hearts of Iron e Europa Universalis. Con un curriculum del genere, è facile immaginare che, all’annuncio di un nuovo strategico spaziale targato Paradox Interactive, gli appassionati di strategici profondi e articolati abbiano faticato a trattenere l’entusiasmo. Gli altri giocatori, forse, avranno fatto spallucce, perché i titoli della casa svedese sono talmente complessi da allontanare chiunque non abbia voglia di perdersi nel mare di statistiche e opzioni che offrono. A questi ultimi, posso già suggerire di non scartare in partenza Stellaris, perché, pur non rinunciando alla profondità, il titolo è più abbordabile per i meno avvezzi al genere.

Abbordabile non vuol dire però semplice e all’inizio potreste trovarvi un po’ spaesati dalla quantità di cose da fare e numeri da controllare. Un tutorial in game vi sottoporrà delle piccole quest, che vi guideranno nell’apprendere i rudimenti di Stellaris. Il resto dovrete impararlo con l’esperienza, a costo di qualche passo falso, e spulciando la simil-wikipedia offerta dal gioco. Superato questo scoglio iniziale, è abbastanza facile avere il controllo su quello che si vuole fare.
Ma andiamo con ordine. All’inizio di ogni partita vi ritroverete all’interno del vostro sistema planetario di partenza con il vostro pianeta natale, una nave da esplorazione, una da costruzione e una militare. Già da qui Stellaris riesce a restituire il senso di immensità dello spazio, in particolar modo se si passa alla mappa galattica, che ci mostra quanto piccolo è il nostro sistema rispetto al resto.

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Attenzione, i marziani sono pronti a conquistare l’universo!

Un aspetto di Stellaris che salta subito all’occhio è come l’intera esperienza di gioco sia altamente personalizzabile. La nuova partita inizia con la selezione della nostra fazione e qui potete scegliere una di quelle preimpostate o crearne una totalmente nuova. La cosa interessante è che buona parte delle opzioni influirà significativamente sul corso della partita. Ciò vale per esempio per la scelta delle ideologie del nostro popolo, che cambieranno i rapporti con le altre fazioni e le politiche che potremo mettere in atto. Altrettanto significativo è il tipo di sistema per viaggi interplanetari che decideremo di utilizzare per le nostre navi. Ce ne sono tre (Warp, Hyperspace e Wormhole) e cambiano profondamente il modo con cui vi sposterete nello spazio. Warp, per esempio, vi consente di muovermi liberamente da un sistema a quello vicino, ma lo spostamento sarà relativamente lento. Hyperspace è più rapido, ma vi obbliga a seguire delle rotte predefinite. Con Wormhole il trasferimento è quasi istantaneo, ma sarà necessario costruire apposite stazioni per entrare o uscire da un sistema. Ne derivano strategie totalmente diverse sia di esplorazione e espansione sia nelle guerre con gli altri imperi.
Terminata la selezione della vostra fazione potrete decidere le impostazioni della mappa, scegliendo la forma della galassia, il numero di avversari gestiti dall’IA, la presenza o meno di imperi più sviluppati, oltre al livello di difficoltà. Tutti elementi che hanno un forte impatto sull’evoluzione dell’esperienza, perché sarà più difficile ritagliarsi il proprio spazio in una galassia ad anello con molte IA, rispetto a una galassia ellittica con meno IA.

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Uno sviluppo tecnologico adeguato è indispensabile per tenere il passo con gli altri imperi

L’obiettivo, chiaramente, sarà quello di assicurare lo sviluppo della vostra civiltà e per farlo dovrete esplorare ed espandere il vostro raggio d’azione. Avrete bisogno di molte risorse, che, in Stellaris, si dividono principalmente in tre categorie: l’energia, che serve per alimentare tutte le strutture e le unità, i minerali, che vengono consumati per costruire, e l’influenza, che rappresenta il credito politico. Per aumentare l’introito mensile delle prime due risorse, potrete erigere nuovi edifici sulla superficie del vostro pianeta, oppure sondare con la nave da esplorazione gli altri corpi celesti in cerca di pianeti o asteroidi utili alla vostra causa. Se ne trovate di adeguati, allora potrete spedire la nave da costruzione a creare una stazione mineraria nell’orbita del vostro obiettivo. Una volta che avrete sfruttato appieno il vostro sistema, sarà inevitabile spostarsi in quelli vicini per cercare nuove fonti di crescita.
A questo punto, soprattutto nel corso della prima partita, il senso di un salto nell’ignoto è veramente notevole. Lanciarsi alla scoperta di un nuovo sistema, senza sapere cosa troveremo, è elettrizzante, soprattutto quando appuriamo di non essere soli nell’universo. Ben presto infatti realizzeremo che la nostra galassia è piuttosto popolata. Quando una delle nostre navi incappa in un’entità aliena, la reazione automatica sarà quella di una cauta ritirata. Dovrà essere nostra cura avviare un’apposita ricerca scientifica a riguardo, per capire di cosa si tratta e se è possibile comunicare con loro. Al termine dell’indagine, l’alieno si rivelerà essere il membro di un’altra civiltà paragonabile alla nostra, altre volte si tratterà di creature organiche spaziali più primitive, le quali possono essere più o meno aggressive. Tradotto in termini videoludici più semplici, nel primo caso avremo incontrato una fazione avversaria guidata dall’IA e potremo attivare tutti i canali diplomatici per interagire con essa. Nel secondo caso si tratterà di semplici coinquilini dello spazio e potremo decidere se ignorarli e o se liberarci di loro con la forza.

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Tra le cose che dovremo gestire, ci sarà la superficie dei pianeti. Anche qui la pianificazione attenta degli edifici sarà cruciale!

Nel corso dell’esplorazione spaziale troveremo anche pianeti abitabili e presto ci potremo espandere colonizzandoli. Bisognerà fare però attenzione al tipo di clima e atmosfera che presentano, così da capire se sia adeguato per la nostra gente. Gli umani difficilmente potranno insediarsi su una superficie interamente desertica e dovranno cercare un clima più mite, simile a quello della Terra. Inoltre, dovrete scegliere con cura dove inviare le vostre colonie, perché è presente un limite al numero dei pianeti direttamente controllabili. Con questa scelta, azzeccatissima, Stellaris da un lato limita la complessità del dover gestire contemporaneamente troppe variabili, dall’altro costringe il giocatore a uno studio strategico del proprio sviluppo. Se poi pensate che le stazioni minerarie, indispensabili per incrementare le vostre risorse, possono essere costruite soltanto all’interno dei bordi del vostro impero, quindi vicino ai vostri pianeti, allora la decisione si fa ancora più complessa.

Altro aspetto sostanziale è la ricerca, qui divisa in tre ambiti: fisica, biologia e ingegneria. Paradox ha curiosamente deciso di non adottare il classico sistema di sviluppo tecnologico ad albero visto in altri strategici. In Stellaris, per ogni settore vi verranno proposte tre opzioni, scelte (più o meno) casualmente tra quelle adeguate al vostro livello di conoscenza, e dovrete limitarvi a quelle, senza sapere cosa potreste pescare successivamente. Ho scritto più o meno, perché, per ogni ambito, dovrete assegnare uno scienziato e la scelta delle possibilità dipenderà in parte anche dalle sue caratteristiche. Ovviamente alcune tecnologie sono propedeutiche ad altre, quindi non vi troverete a ricercare lo spazioporto di livello 5 prima di aver scoperto quello di livello 4. La velocità di sviluppo tecnologico dipenderà da diversi fattori, come le politiche che metterete in atto, le strutture che costruirete nello spazio e la capacità degli scienziati. Nel complesso il sistema funziona e non fa rimpiangere la struttura ad albero, anche se la selezione casuale rende talvolta difficile la pianificazione della propria strategia.

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Lo spazio di Stellaris sa regalare degli scorci davvero notevoli

Qualunque sia il vostro piano nel corso della partita, dovrà necessariamente tenere conto delle fazioni che vi circondano. La diplomazia in Stellaris è piuttosto semplice (a tratti potrebbe sembrare pure troppo ridotta) e ogni aspetto delle relazioni è chiaramente illustrato da indicatori numerici. Se il vostro vicino di spazio è imbufalito con voi, dall’apposita tabella potrete capirne facilmente le ragioni. Se il rapporto con voi è a -60, forse è perché avete costruito il nuovo insediamento a ridosso del suo impero, o forse è perché le vostre politiche e ideologie sono in contrasto con le sue. Potreste allora decidere di stabilire un’ambasciata nella sua capitale, che migliorerà di un punto il vostro valore “relazioni” di mese in mese. Questa chiarezza si conferma anche nelle transazioni commerciali, dove un indicatore vi ragguaglierà sulle possibilità che la vostra offerta venga accettata.
Qualora i rapporti diplomatici dovessero guastarsi irreparabilmente, allora potrete continuare la vostra politica con la guerra. Anche lo sforzo bellico non si limita a far avanzare le nostre armate come un rullo compressore. All’avvio delle ostilità dovremo indicare i nostri obiettivi, che devono essere realistici, come ottenere il controllo di due o tre pianeti, e quindi non possono essere da subito lo sterminio totale dell’impero nemico.
Con una fazione più amichevole potreste decidere anche di intavolare un’alleanza, che può assumere diverse forme. Può essere un semplice accordo o può essere una federazione, per esempio, e ognuna di essa ha i suoi pro e contro. In ogni caso avvalersi del supporto di un altro impero può fungere da deterrente per un invasore, ma se contate di trascinarlo in un conflitto, sappiate che dovrete promettergli una parte del bottino di guerra.

 

Mentre tutto il gioco si sforza di spiegare in semplici numeri tutte le meccaniche, così da non lasciare quasi nulla al caso, le battaglie tra navi spaziali sono uno degli aspetti più confusi. Normalmente raggrupperete tutti i vostri vascelli in una singola flotta, che presenta un valore che denota la sua potenza. Nel momento in cui vi troverete ad affrontare un nemico, vi renderete conto che questo valore è puramente indicativo. Per esempio le vostre armi potrebbero essere potenti, ma del tutto inefficaci contro gli scudi dell’avversario, trasformando uno scontro teoricamente equilibrato in una disfatta. Inoltre le singole navi della flotta possono essere distrutte nel corso della battaglia, riducendo via via il vostro potere offensivo. Risulta dunque che, a parità di forza, una flotta composta da poche navi imponenti avrà vita più facile di una costituita da tante piccole navicelle. Tutti aspetti che si imparano accumulando esperienza in gioco, ma, siccome non c’è modo di studiare in anticipo le capacità dell’avversario, spesso il sistema si riduce ad accumulare bocche da fuoco in abbondanza.

 

Stellaris, tuttavia, non è solo strategia e ingegno. Ad arricchire il titolo si aggiunge anche una qualità narrativa notevole per il genere. Non vi troverete di fronte una storia da seguire, ma una serie di piccoli eventi accompagnati da brevi testi che vi aiuteranno a immedesimarvi nei panni di un pioniere dello spazio. Potrà dunque capitare che, esplorando un nuovo pianeta, vi verrà notificato il ritrovamento di resti di un’antica civiltà, con annessi dettagli sul loro declino. Il tutto è esposto con una scrittura accurata, che ogni tanto fa anche l’occhiolino ai classici della fantascienza.
Aggiungete, inoltre, la piacevole musica che accompagna le vostre partite. Poche tracce, che sembrano richiamare sonorità simili a quelle di Interstellar, per citare un esempio recente, e che sanno rendere ancora più epica la vostra personale odissea. Non meno degna di nota è la qualità grafica di Stellaris, se paragonata agli altri esponenti del genere. Osservare i singoli sistemi planetari è un piacere per gli occhi, magari zoomando al massimo per ammirare gli oceani dei pianeti o la maestosità di una gigante rossa.

Mi fermo qui nell’analisi del titolo, perché certi giochi sono belli da scoprire in prima persona e Stellaris è uno di questi. Mi limito a una piccola avvertenza, più che un difetto. Stellaris non è un gioco a turni, ma si può attivare la pausa per pianificare le azioni o accelerare notevolmente, se si vogliono ridurre i tempi di attesa. Tuttavia, in ogni caso, il ritmo rimane piuttosto lento. Spesso vi troverete ad osservare lo schermo, aspettando che un certo compito venga svolto o che abbiate raccolto le necessarie risorse per poter proseguire con il vostro piano. Un aspetto che peraltro si rispecchia anche nella componente multiplayer, dove è consigliabile giocare con amici con i quali è possibile concordare diverse sessioni di gioco. Coordinare altrimenti partite da 20-30 ore complessive con dei perfetti sconosciuti è, ovviamente, piuttosto complicato.

Indice di rapimento

blu-estasiNonostante i numerosi concorrenti di rilievo nel settore degli strategici spaziali, Stellaris riesce a brillare di luce propria, come una supernova. Paradox è riuscita nella non facile impresa di coniugare una grande profondità con una grande chiarezza, in grado di soddisfare i giocatori di lunga data, ma che permette anche ai novizi di cimentarsi nell’esplorazione della galassia. Inoltre la pletora di opzioni, che orbita attorno alla solida struttura di strategico, lascia grande spazio di manovra al giocatore, il quale può così cesellare l’esperienza a suo piacimento. Insomma, Stellaris è un gioco in grado di risucchiarvi nel suo universo. Di quelli che vi fanno dire “Ok, fondo la prima colonia e spengo”, per poi ritrovarvi tre ore dopo, senza accorgervene, a tentare di conquistare la galassia intera.