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Manca un “Collection” nel titolo, vero?
Mmmmmh… No… Sì… Forse… Circa…
No, non sono impazzito per la “pausa estiva”. Sono così dalla nascita.
Ok, dico le cose come stanno: questa non è una cosiddetta “recensione” su Street Fighter 30th Anniversary Collection. O meglio: non solo. Penserò pure a quello, vedrete.

In occasione di questo grande evento – e ancora hypato dal fantastico EVO 2018 di inizio Agosto – ho deciso di proporre a voi, amici terrestri, quello che sarà un articolo sui primi capitoli del franchise “padre” dei picchiaduro attuali. Un lungo e personalissimo diario di viaggio – senza troppi tecnicismi o terminologie incomprensibili – che scrivo come “regalo di compleanno” ad una delle serie che più mi ha accompagnato, assorbito e divertito durante questa mia vita da videogiocatore quasi trentenne.
Sì, Street Fighter è più grande di me. Di tre anni. E ancora oggi, come un fratello maggiore, mi accompagna per la manina verso un futuro non del tutto certo. Anzi, la cosa certa c’è eccome: il mio amore per il genere di cui il brand di casa Capcom fa parte.

Ed è proprio a quest’ultimo che devo tutto questo. In parte.

In questo sito non ho mai nascosto il mio altissimo apprezzamento per i picchiaduro, al contrario. Nemmeno troppo tempo fa ho anche portato un articolo su Blazblue Cross Tag Battle. Non che abbia scritto poi su chissà quali altri giochi di questo tipo, ma vabbè… ah già, il buon vecchio Star Gladiator… e anche in quel caso si parla di un “periodo anniversario”, toh, che casualità.

… Ma non divaghiamo.

PARLIAMO DI STREET FIGHTER!

Tranquilli, parto comunque, anche senza che premiate A.

Ovviamente partiamo dal primo: Street Fighter II!

Ah no, aspè… non è stato il primo SF quello?

Eccerto, non è che le serie partono da un 2, eh… anche se, ammettiamolo… c’è qualcuno che ha veramente “iniziato dall’inizio”?
I giocatori che conoscono o che hanno iniziato a conoscere SF dal suo primissimo capitolo sono diventati leggenda.
Nel senso che non esistono… o sono morti.
Si dice che alcuni siano nati in Atlantide.

Scherzi a parte, io stesso faccio parte della cricca Street Fighter II e non ho ancora conosciuto nessuno che sia riuscito a far parte della “leggenda” dell’originale Street Fighter.
Purtroppo.

Personalmente, però, non ho potuto non provare il titolo datato 1987… anche se l’ho fatto solo qualche annetto fa, “per la scienza”, essendo io un tipo da “devo conoscere e giocare ogni singola cosa esistente legata ai giochi che mi piacciono”.

Ed è stato bellissimo vedere la nascita del brand, così come la provenienza di alcuni degli elementi che sono diventati poi la base dei picchiaduro ad incontri 2D e dei sequel della serie stessa, come l’esecuzione delle mosse speciali con mozioni direzionali “segrete” – tipo i fantomatici “quarti di luna + attacco” – o il layout a 6 tasti per calibrare la potenza dei colpi, per la salvezza dei cabinati a doppio tasto pneumatico del tempo… quelli del buon vecchio metodo “più forza metti nel tasto più forte diventa il colpo” per intenderci… povere macchine distrutte a cazzotti.

Tutto molto bello sul piano storico e per l’importanza che tutto ciò ha avuto in seguito, compresa la venuta al mondo di alcuni dei volti iconici della serie.
Sì, almeno su queste cose, niente da dire.
Ma sul gioco vero e proprio, mh… non posso affermare lo stesso.

Sagat senza la sua enorme cicatrice fa un po’ strano ormai.

Certo, la ventata di aria fresca ha giustamente condotto sia il genere che il titolo in sé ad un grandissimo successo (e meno male), ma i controlli pesantissimi dalla lentissima risposta non rendono poi questo primo capitolo così bello da giocare, ecco.
A prescindere dal tempo.

Arcade-perfect o no, infatti, giocare il primo SF è stato – ed è – un inferno.
E rigiocarlo sulla 30th Anniversary Collection non ha fatto altro che confermarmelo, malamente.

Provarlo una volta, tanto per conoscerlo, basta e avanza.
Magari in compagni- anzi no, che se no non si vedranno mai altri personaggi al di fuori di Ryu e Ken… ma sì, basta un “salutare” Arcade e siamo a posto.
Nel senso che poi lo saluti… a colpi di santi.
Ma almeno si fa la conoscenza di Sagat, Birdie, Gen e compagnia bella.

Ma diamoci un “taglio” e andiamo subito avanti di 4 anni… SECONDA PAGINA = SECONDO STREET FIGHTER!

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