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I city builder sono un genere di nicchia, dedicato a quella fascia di giocatori perversi a cui piace sorbirsi le lamentele di centinaia di cittadini perennemente infastiditi. Ovviamente faccio parte della categoria, e non conto le ore perse a tentare di domare il traffico selvaggio o a studiare una pianificazione adeguata per la rete elettrica in SimCity. Il nocciolo dell’esperienza è sempre lo stesso: tentare di fornire tutti i servizi necessari alla popolazione, gestendo un quantitativo di risorse limitato. Spesso gran parte del tempo è dedicato ad affrontare un’emergenza dietro l’altra, imprecando contro il malfunzionamento dell’impianto idrico o l’abitante che contesta le troppe tasse, ma i (rari e brevi) momenti in cui la nostra città funziona alla perfezione sono impagabili.
Il problema è che il cuore di questo tipo di titoli è sostanzialmente identico, quindi è difficile proporre qualcosa di veramente nuovo. I ragazzi di Haerimont Games ci sono riusciti con la serie Tropico, nella quale impersoniamo un dittatore di un’isola solitaria, cercando di non farci defenestrare dal palazzo governativo. Il piglio ironico e alcune trovate originali gli conferiscono una propria personalità, che gli è valsa l’apprezzamento di molti giocatori. Ora il team di sviluppo ci riprova con Surviving Mars, nuovo city builder che ci porta su Marte, dove il nostro compito sarà quello di fondare e gestire la prima colonizzazione umana.

Surviving Mars recensione

Prima di accogliere i coloni nella cupola, assicuriamoci di avere sufficiente ossigeno, acqua ed energia

L’impatto iniziale con Surviving Mars è morbido come quello di una meteora che si schianta sul pianeta rosso, in particolar modo se non siete familiari con questo tipo di gestionali. Non è presente alcun tutorial e l’unico modo per approcciare il titolo è lanciarsi in una partita, leggendo tutte le descrizioni e le indicazioni nella sintetica “enciclopedia” interna. Non siete lasciati totalmente a voi stessi, in quanto alcuni brevi suggerimenti e un sistema di obiettivi vi aiuteranno, almeno in parte, a muovere i primi passi. Appresi i fondamentali, con tutta probabilità vorrete ricominciare la partita, perché avrete già compromesso le risorse a vostra disposizione. Un avvio inutilmente brusco, che si sarebbe potuto facilmente ammorbidire con qualche missione introduttiva. Se riuscite a non farvi scoraggiare, sarete però premiati da un gameplay solido, che tiene il passo con gli altri esponenti del genere.

HOUSTON, ABBIAMO TANTI PROBLEMI

Una volta deciso il luogo dove fondare il nostro primo avamposto, possiamo far atterrare il primo razzo su Marte. Questo non trasporterà sin da subito i nuovi abitanti, bensì un certo quantitativo di risorse ed alcuni droni robotizzati. Il pianeta è infatti inospitale e il primo compito sarà quello di creare un habitat adeguato per i coloni. Gli umani non possono scorrazzare liberamente, ma devono abitare all’interno di enormi cupole di vetro, alle quali dobbiamo assicurare sufficienti quantità di acqua, ossigeno ed elettricità.
Si comincia dunque dall’estrazione delle risorse come il cemento, per erigere la cupola, e dalla costruzione di pannelli solari e pale eoliche, per avere abbastanza energia per le strutture. Un passaggio meno semplice di quanto potrebbe sembrare, perché bisogna prima trovare i giacimenti di materie prime e studiare il miglior posizionamento degli edifici.

Surviving Mars Recensione

L’albero di ricerca è ben articolato e ci offre diverse opzioni per adattare la nostra colonia

Una volta completata questa fase iniziale, possiamo accogliere i primi coloni dalla Terra. La cupola ha un’estensione limitata e dobbiamo dare la priorità alla realizzazione degli immobili che riteniamo più rilevanti. Le abitazioni, per esempio, sono indispensabili per ampliare il numero di abitanti massimo, ma senza cibo la compagine non durerà a lungo. Aggiungere una fattoria è quindi indispensabile, ma a che altro rinunciare? All’infermeria che assicurare la salute o alle scuole che preparano al meglio le nuove generazioni? Al centro di ricerca che fa progredire la tecnologia o agli spazi di svago che evitano che la nostalgia della Terra si faccia troppo pressante? Lo spazio è limitato e ci obbliga a decidere a favore di certi benefici, sacrificando altre necessità. Inoltre, ogni edificio ha bisogno di lavoratori per funzionare in modo efficiente e, all’inizio, una cupola avrà coloni sufficienti per mantenere solo poche strutture.
Anche il tempo scarseggia, perché la colonia necessita di un lungo periodo prima di essere autosufficiente e, fino ad allora, ha bisogno di richiedere rifornimenti costanti dalla Terra. Un approvvigionamento costoso, che prosciuga lentamente il budget. Presto si rende così imperativo avviare i preparativi per una seconda cupola, magari vicina ad un altro gruppo di materie prime, così da accedere a nuove risorse. Un giacimento di metalli rari, per esempio, che possono essere spediti sulla Terra, in cambio di un ricco assegno. Il risultato è che vi troverete inevitabilmente a gestire una piccola ragnatela di cupole, ognuna con una sua specificità e mai del tutto autonoma, e dovrete lavorare costantemente per perfezionare le sinergie necessarie a compensare le mancanze. Quando riuscite a trascorrere qualche giorno di gioco senza che qualcuno rischi il soffocamento o sia travolto dalla depressione, emerge allora quella soddisfazione unica che sanno regalare i city builder: il piacere di un’orchestra in cui tutti gli strumenti suonano con il giusto ritmo.

MISSIONE COMPIUTA

La complessità di Surviving Mars non si ferma qui. È presente un albero di ricerca, sulla falsa riga di quello che potete trovare in un Civilization. Sviluppare le tecnologie più adeguate vi consente di ottimizzare la produzione delle risorse e di accedere a nuove strutture che vi semplificheranno non poco la vita. Aggiungete che i materiali di cui avrete bisogno non sono solo quelli che potete estrarre dal suolo, ma servono anche materie secondarie, come componenti elettroniche o polimeri, che dovete produrre lavorando le altre a vostra disposizione. Ciò vi porta a elaborare un’intera filiera produttiva, che deve tenere in considerazione i pochi depositi che avete a portata. Non meno articolata è la gestione dei vostri coloni, che hanno specifici tratti di personalità, rendendoli più o meno adatti a certi compiti.
Dovete inoltre preoccuparvi delle intemperie di Marte, dato che la sua superficie è soggetta a caduta di meteoriti, ondate di freddo e tempeste di sabbia, che sono in grado di mettere fuori gioco gran parte delle strutture in pochi attimi. È essenziale anche portare avanti l’esplorazione della mappa di gioco, così da rivelare nuovi giacimenti e anomalie. Queste ultime possono essere analizzate da un mezzo particolare e possono attivare bonus speciali, come un incremento alla ricerca. A questo si aggiungono i cosiddetti “Misteri”, vere e proprie sotto-trame narrative dal sapore sci-fi, che rappresentano una graditissima aggiunta.

Surviving Mars Recensione

Anche i coloni hanno bisogno di un po’ di riposo, dopo una lunga giornata di lavoro

Indubbiamente ci sono delle fasi abbastanza ripetitive, come i passaggi per la costruzione di una nuova cupola o la manutenzione delle strutture, ma Surviving Mars fa un buon lavoro nel tenere il giocatore costantemente sulle spine. Peraltro la difficoltà non è definita dai classici “livelli”, ma è altamente personalizzabile, in funzione delle scelte che facciamo a inizio partita. Ci viene infatti chiesto di optare per uno sponsor, che definirà il budget di partenza, i razzi a disposizione, la velocità di ricerca e altri bonus particolari. Anche la valutazione del luogo dove avviare la colonia può variare di molto l’esperienza: alcuni siti saranno più ricchi di risorse, mentre altri potrebbero essere maggiormente esposti ai disastri naturali sopracitati.

Persino gli elementi di contorno di Surviving Mars funzionano a meraviglia, a partire da una grafica piacevolmente minimale nello stile, ma che non è avara di dettagli. Possiamo osservare le strutture mentre vengono coperte lentamente dalla sabbia, o i droni mentre si affrettano a trasportare le risorse da un punto all’altro. Non a caso è presente anche un Photo Mode, che ci permette di scegliere orario del giorno, luminosità e altri effetti, per preparare la nostra cartolina perfetta dal pianeta rosso. Sotto il profilo sonoro, sono presenti quattro stazioni radio, che definiscono la colonna sonora della partita. Possiamo scegliere, per esempio, le frequenze di Surviving Mars, che offre evocative melodie di stampo “retro-futuristico”, o quelle di Red Frontier, che propone temi più country. Nel complesso, l’offerta è decisamente gradevole.
Un’ultima parola sul sistema di controllo. Il codice che ci è stato fornito gratuitamente da Paradox per spolpare Surviving Mars è quello per la versione Playstation 4 e storicamente il pad non è l’ideale per affrontare gestionali e strategici. Qui però il lavoro svolto è più che buono e, dopo un’iniziale periodo di accomodamento, navigare tra i menù diventa rapido e naturale, non facendo sentire quasi per nulla nostalgia di mouse e tastiera. Su console non è invece presente il supporto alle mod, elemento contemplato dalla versione PC.

Indice di rapimento

bluSurviving Mars non ridefinisce gli standard di qualità, ma riesce a costruire un titolo solido, che sicuramente sarà apprezzato dagli amanti del genere. Gli autori di Tropico abbandonano il taglio ironico in favore di un approccio più realistico, che, combinato con l’ambientazione extraterrestre, riesce ad offrire il giusto senso di novità. Le sfide poste dalla colonizzazione del pianeta rosso riescono a impegnare e intrattenere i giocatori, grazie anche al sistema di difficoltà personalizzabile. L’assenza di un tutorial si fa sentire, rendendo i primi passi più impegnativi del necessario. Un elemento che, sommato ai ritmi lenti e ai passaggi ripetitivi tipici del genere, difficilmente avvicinerà nuovi adepti al mondo dei city builder. Chi invece è a suo agio con questo tipo di gestionali, si ritroverà facilmente ad accumulare molte ore di gioco nel tentativo di popolare l’inospitale pianeta Marte.