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Al giorno d’oggi è difficile “scoprire” qualcosa viaggiando. Il desiderio di scovare cosa si celi nelle zone non ancora delineate sulle mappe, il fantasticare sull’ignoto che ci attende, il sorprenderci nell’incontrare qualcosa di veramente nuovo, sono sensazioni impossibili da provare nel nostro tempo. Ormai è sufficiente una rapida ricerca su Google per avere ogni genere d’informazione sull’angolo più remoto del mondo. Così la ricerca della meraviglia si può spostare altrove: in un libro, in un film o in un videogioco, dove l’ultimo confine della fantasia è ancora lontano dall’essere raggiunto.
Un tempo, invece, era solo necessario armarsi di coraggio (e qualche finanziamento) e mettere un piede di seguito all’altro. Nei libri di storia è facile trovare traccia di queste figure impavide e delle loro incredibili avventure: il viaggio di Marco Polo verso la Cina, Cristoforo Colombo che raggiunge le Americhe, Charles Darwin alla scoperta di nuove specie a bordo della Beagle o Magellano che circumnaviga la Terra. The Curious Expedition, titolo sviluppato da Maschinen-Mensch UG, intende ricreare la magia di queste incredibili imprese.

È bene chiarire da subito che il gioco è, al momento, in early access, quindi non si tratta di quel che ci troveremo tra le mani alla release definitiva, sebbene, nel corso della mia prova, non abbia incontrato grossi problemi. Avviata una nuova partita, ci viene chiesto di scegliere il nostro alter ego tra una selezione di esploratori, scienziati e avventurieri. In principio la selezione è ristretta a quattro elementi (tra cui, per esempio, Charles Darwin e Marie Curie), ma progredendo nel gioco è possibile sbloccarne altri tredici. Ognuno di essi presenta tratti peculiari, specifici compagni di avventura e un preciso equipaggiamento di partenza.
Effettuata questa prima importante scelta, un elegante londinese del diciannovesimo secolo (fornito anche di pipa) ci dà il benvenuto nel club degli esploratori e ci presenta i nostri “avversari”, altri personaggi pescati casualmente tra quelli disponibili. Scopo del gioco, infatti, è quello di diventare il miglior esploratore in assoluto e, per riuscirci, dovremo ottenere una fama maggiore dei nostri concorrenti nell’arco di sei spedizioni. Prima di partire ci viene però chiesto di selezionare uno dei tre livelli di difficoltà proposti, ma non fatevi ingannare, perché anche a livello facile non sarà una passeggiata. The Curious Expedition è infatti un roguelike e pertanto è costruito per mettere a dura prova i nostri nervi (in senso buono). Ogni mossa è essenziale e il rischio di rovinare una buona partita per una leggerezza è sempre dietro l’angolo.

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Benvenuti nel club degli esploratori!

Ogni spedizione si svolge in modo identico. In principio dovrete decidere la vostra destinazione tra quelle proposte. Si tratta di località inventate, che vengono generate casualmente di volta in volta, sfruttando però sempre le stesse ambientazioni. Dunque, in ogni caso, finiremo in un deserto, in una giungla o in pianure più o meno desolate. Determinata la rotta, dovremo preparare la nostra spedizione, acquistando i materiali e i rifornimenti che riteniamo necessari, come un set di torce o cibo per rifocillarci. Verrà inoltre proposta una sorta di quest secondaria, che può spaziare dal ritrovare l’amata scomparsa all’uccidere una qualche bestia esotica.
Superata questa fase preliminare si passa all’esplorazione vera e propria. La nostra nave ci porterà sulla costa della zona designata e qui starà a noi decidere come muoverci. Il gioco offre una visuale dall’alto e suddivide la mappa in piccoli esagoni. All’inizio la maggior parte di essa sarà oscurata, ma potremo svelarla proseguendo con l’esplorazione. La prima cosa da tenere d’occhio, ancor prima della mappa, è però la barra della sanità mentale. Sì, perché avventurarsi in terre sconosciute è fonte continua di stress e ogni vostra mossa avrà un “costo” in termini di sanità mentale. È dunque essenziale ponderare con cautela le proprie mosse, così da contenere l’affaticamento mentale del nostro gruppo. Qualora questa barra dovesse raggiungere lo zero, il gioco non terminerà ma dovrete fare i conti con la crescente follia del vostro alter ego e dei vostri compagni, rendendo l’impresa da titanica a impraticabile . È comunque possibile recuperare parte della sanità consumando certi oggetti o trovando dei luoghi dove riposare. Tenete presente che in The Curious Expedition le risorse sono sempre scarse e, dunque, sarete accompagnati perennemente dal senso di precarietà.

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La grafica non vi farà strabuzzare gli occhi, ma è perfettamente funzionale al gioco

L’obiettivo primario sarà quello di individuare e raggiungere una piramide dorata, ma molti altri sono i luoghi che attraverseremo prima di raggiungerla. Per esempio, potrete trovare un villaggio di indigeni dove riposare, commerciare o reclutare nuovi membri dell’equipaggio. Oppure potreste incappare in un vecchio altare e decidere se raccogliere o meno i tesori presenti. Non è mia intenzione elencare qui tutte le situazioni che si presenteranno in The Curious Expedition, dato che scoprirle è uno degli aspetti più divertenti del gioco, per cui mi limito a dire che nel complesso sono piuttosto varie e interessanti. Non mancano, peraltro, gli scontri con creature ostili o uomini bellicosi. In questi casi i conflitti sono risolti con uno strano sistema a turni, che, pur non essendo pessimo, è forse uno degli aspetti meno convincenti del gioco. Ogni “fazione” dello scontro lancia un quantitativo di dadi pari al numero di personaggi presenti nel gruppo. I dadi differiscono a seconda del tipo di personaggio, pertanto i guerrieri avranno dadi rossi, i diplomatici dadi blu e gli scout dadi verdi. A questo punto, selezionando uno o più dadi, potremo effettuare una specifica azione. Attivando, per esempio, la spada sul dado rosso potremo fare un punto di danno all’avversario, ma aggiungendo l’occhio sul dado blu otterremo un attacco preciso, che corrisponde a tre punti di danno. Un sistema piuttosto macchinoso, che peraltro fa dipendere un po’ troppo le nostre sorti dal lancio dei dadi più che dall’arguzia.

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Un tiro di dadi, una coppia di spade e lo scontro è in mano nostra!

Se la fortuna vi arride e riuscite a raggiungere la fantomatica piramide dorata, la vostra “Curious Expedition” ha termine e la combriccola fa ritorno in patria. Oppure, se l’impresa pare destinata al fallimento, si può decidere di usare un pallone aerostatico per abbandonare l’esplorazione a mani vuote. In ogni caso vi ritroverete a Londra e potrete verificare quanto la vostra spedizione ha contribuito a far crescere la vostra fama. Il punteggio dipende dall’aver raggiunto o meno la piramide dorata, dai reperti che siete in grado di riportare a casa e dalla rapidità con cui avete conseguito questi risultati. Al termine della sesta spedizione (se ci arrivate interi), l’esploratore che ha raggiunto la fama maggiore viene dichiarato vincitore.

In termini di longevità, una singola partita richiede all’incirca 40 minuti, ma è chiaro che sta al coinvolgimento del giocatore la valutazione sulla durata del titolo. Considerato che il meccanismo alla base di The Curious Expedition è piuttosto ripetitivo, tutto dipende dal desiderio di sfida, dalla voglia di migliorarsi partita dopo partita, così come accade in altri titoli del genere, come ad esempio Faster Than Light. Una molla che per alcuni può essere sufficiente a immergersi nel gioco per ore e ore, mentre altri finiranno per accantonarlo rapidamente.

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Al termine di ogni spedizione potremo scegliere un bonus per semplificarci (un poco) la vita!

Per quanto mi riguarda, ho apprezzato l’accento sulle scelte difficili che il titolo pone continuamente al giocatore. Spendere le nostre risorse per assicurare la nostra sopravvivenza o piuttosto per ottenere più fama al termine della spedizione? Rubare un idolo agli indigeni per ottenere un prezioso reperto, rischiando di scatenare la loro ira, o rispettare i locali? Spesso non è chiara la scelta migliore e, in questi casi, si sente il peso dell’esperienza accumulata nelle varie partite. La soddisfazione nel raggiungere il termine della spedizione è notevole, sebbene sia indubbio che la fortuna gioca un fattore non indifferente. Infatti, per quanto potete pianificare con attenzione il vostro viaggio, la piramide dorata potrebbe trovarsi dalla parte opposta a quella da dove avete iniziato a cercare. Per non considerare l’effetto del lancio dei dadi nei combattimenti e in certi eventi.
Una menzione finale va alla possibilità di visionare il proprio diario di viaggio al termine di una spedizione. Rileggere tutte le trascorse peripezie, fa sembrare di aver vissuto davvero nei panni di un esploratore dell’Ottocento. Inoltre, il diario viene mostrato tramite link in browser (come questo), così da poterlo condividere facilmente con gli amici o conservare per sé stessi.

Indice di rapimento

verdeb The Curious Expedition è un ottimo roguelike. È di quelli che vi chiedono di ragionare attentamente su tutte le scelte, ma vi ripagano con la soddisfazione che provate quando li completate. La sua pixel art, seppur piacevole, non sarà da strabuzzare gli occhi, le musiche saranno ripetitive, ma nei contenuti il gioco c’è tutto, sebbene sia ancora in early access. È un’esperienza complessa, sfaccettata, che richiede pazienza per apprenderne i meccanismi e ottenere le prime vittorie. Insomma, non un gioco per tutti, ma se siete di quelli che amano questo genere di sfide, allora merita sicuramente la vostra attenzione.