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Preparate le mani, le orecchie e gli occhi. Preparate il cuore. The Last Guardian è realtà, Fumito Ueda ha ritrovato la strada di casa.

Dopo aver moltiplicato i miei respiri fondendoli assieme a quelli di Wander ed Agro nel travolgente Shadow of The Colossus e dopo aver stretto forte le mie mani intrecciandole a quelle di Ico e Yorda in una presa virtuale ma quanto mai reale nell’onirico Ico (sì, ho seguito il percorso inverso…), mi sono sentita, all’istante, orfana del geniale sviluppatore nipponico.

Una nostalgia fortissima mi ha pervasa, investendo tutte le piccole grandi suggestioni che la poetica videoludica di Ueda ha saputo suscitare in me. E stiamo parlando di esperienze di gioco giunte tardive, l’ultima delle quali recentissima.

Posso solo immaginare il senso di abbandono e sconforto che ha pervaso, per anni, chi queste perle le ha giocate al momento del rilascio o giù di lì.

Quando ieri, durante la conferenza Sony nel bel mezzo dell’E3 2015, lo schermo si è oscurato e le fatidiche parole di Shawn Layden hanno iniziato a rimbombare pesantemente, accelerando non poco le pulsazioni dei tantissimi spettatori, mi sono sentita pervadere da quella sensazione di totale annichilimento di qualsiasi cosa al di fuori di quell’istante che tanto rende ancora unica e degna di esser vissuta questa mia passione.

Un attimo durato un secolo.

Poi ecco comparire le immagini che tutti attendevano ma che nessuno osava sinceramente sperare di vedere.

The Last Guardian, lungamente agognato, sin dalle prime notizie in proposito risalenti all’oramai lontano 2007 e dalla oramai storica apparizione all’E3 del 2009, è realtà. L’ultima fatica del geniale Ueda e del suo Team Ico vedrà la luce (dopo averla fatta vedere a tutti noi, s’intende).

I pochi minuti di gameplay mostrati mi hanno parlato di Ico, di Shadow of The Colossus, della sopraffina filosofia videoludica ed artistica dell’autore nipponico.

La storia  ed il sistema di gioco, da quanto diffuso e visto, dovrebbero ruotare, al di là della trama in sé di cui poco si sa e poco si vuol sapere (almeno per quanto riguarda me…), intorno all’amicizia e all’interazione tra un bambino ed una creatura di fantasia, rassomigliante ad un Grifone.

Pensando questo non posso che correre veloce con la mente in groppa ad Agro, o sentire forte l’angoscia precedente una nuova forte stretta della mano di Yorda.

Le poche sequenze mostrate son bastate a lasciarmi estasiata, generando un insistente formicolio delle mie dita e provocando una quasi totale assenza di salivazione per un buon lasso di tempo.

Paesaggi che già mozzano il fiato e rimandano a molto di quanto abbiamo imparato ad amare attraverso i titoli precedenti, un gameplay che pare richiamare  quel tripudio che è stato il sistema di gioco di Ico, pur con qualche peculiarità già visibile in alcuni dettagli, una creatura zoomorfa che sembra viva ed animata da un proprio autonomo istinto e, soprattutto, un’amicizia destinata a scolpirsi, qui lo dico e NON lo nego, nei cuori di ognuno.

Ancora poco, indubbiamente, quanto mostrato e reso noto, ma tanto basta, per quanto mi riguarda, per compiere il mio atto di fede verso questo titolo che attendevo ancor prima di saperlo e che, ora, consuma i miei pensieri videoludici più profondi. Non mancheremo, comunque, di tenervi aggiornati sul progetto.

Perdonerete, spero, la sovrabbondanza di emozioni e sensazioni personali, ma non volevo lasciarvi solo con le informazioni tecniche sull’annuncio e la release.

La piattaforma destinata ad accogliere il Santo Graal dei videogiochi della console Sony sembra essere solo Ps4, naturalmente in esclusiva. Un enigmatico 2016 è tutto quanto sappiamo ad oggi sulla data di rilascio, ma l’impressione non è quella di un ennesimo annuncio fantasma.

Non ci resta che attendere, stavolta, però, con una disposizione d’animo del tutto diversa.

Preparate le mani, le orecchie e gli occhi. Preparate il cuore. The Last Guardian è realtà, Fumito Ueda ha ritrovato la strada di casa.

Ecco il trailer ufficiale mostrato all’E3.