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È con grande piacere che ospitiamo sulle nostre pagine un nuovo incontro ravvicinato di Marchiato che torna a farci visita dopo una lunga assenza. Savegames.eu lo tiene impegnato, ma non gli impedisce di avere sempre una vita extra. 


Negli ultimi tempi il genere di giochi a tema Survival è un po’ sulla bocca di tutti (in realtà diciamo che è una tipologia di gioco che ha sempre saputo ritagliarsi un suo spazio, tant’è che è diventato un vero e proprio genere), ma ho trovato molto originale la maniera in cui ci viene proposto in The Solus Project e soprattutto interessante ai fini della giocabilità. Fin dal primo avvio del titolo, devo dire, la mia sensazione è stata proprio quella di trovarmi davanti ad una vera lotta per la sopravvivenza!
In che senso? Mi spiego.

Una breve premessa: per ottenere la massima immedesimazione e un livello di sfida più vicino al realismo, cerco sempre di scegliere la difficoltà maggiore disponibile e, dove possibile, disattivare gli aiuti a schermo. Con The Solus Project non ho fatto eccezione (mannaggia ai giochi che non lo permettono e mi rovinano in parte l’esperienza! ^_^) e mai scelta fu più azzeccata. È vero che potrebbe risultare frustrante con alcuni titoli, magari troppo vasti e in parte anche mal realizzati in quel senso, ma vi posso assicurare che nella maggior parte dei casi è solo questione di abitudine, un po’ di impegno e già il titolo assume tutt’altro spessore.

In questa avventura mi sono sentito subito catapultato in un ambiente interessante e pericoloso allo stesso tempo, in cui la sopravvivenza viene davvero prima di tutto.

Un Survival con la “S” maiuscola!

Sì, sì lo confesso… ho fatto “compilation di morti” una in fila all’altra, trovandomi anche a dover ricominciare il gioco daccapo per via del salvataggio sovrascritto, ma così ho anche potuto prendere meglio confidenza con l’interfaccia e le azioni disponibili e non mi ha dato troppo fastidio. Se finiscono le risorse nei dintorni è morte certa e diventa un’impresa anche solo non soccombere per malori improvvisi dovuti a una corsa o al freddo notturno.

Tramite attrezzature che troveremo nel mondo, quali corde o un utilissimo teletrasporto portatile, ci sarà possibile raggiungere quasi ogni angolo o vetta presente. Per il resto... maestoso!

Tramite attrezzature che troveremo lungo il cammino, come funi o un utilissimo teletrasporto portatile, ci sarà possibile raggiungere quasi ogni angolo o vetta presenti nel mondo di gioco che posso solo definire maestoso!

La storia raccontataci nella breve introduzione è molto semplice e ricorda il recente film Interstellar, un pretesto ormai classico della fantascienza in generale: un meteorite minaccia la distruzione della terra nel 2151 e, dopo essere evacuati nello spazio in migliaia sopra a tre gigantesche navi da trasporto, si presenta la problematica della scarsità di risorse a bordo. Qui viene lanciato il progetto “Solus” che vede 5 navi pioniere mandate alla cieca in altri sistemi solari per cercare un pianeta che permetta la sopravvivenza del genere umano. Noi raggiungeremo il pianeta denominato Gliese-6143-C e qui comincerà la nostra avventura.

Fame, sete, temperature estreme, umidità e stanchezza saranno valori da non perdere mai di vista, in The Solus Project, e che varieranno a seconda delle nostre azioni o condizioni climatiche in maniera molto fedele alla realtà. Gli effetti atmosferici sono la vera chicca e ci regalano panorami mozzafiato e da cartolina ma, nella maggior parte dei casi, conducono anche a morte immediata se affrontati in modo sprovveduto. Il tutto viene gestito in maniera casuale e mai identica a se stessa, obbligandoci ad essere sempre pronti a tutto e con le idee ben chiare sul come muoverci al meglio per sopravvivere in caso di pericolo.

Enormi templi e altri segni di antiche civiltà nelle profondità di caverne lasciano spesso senza fiato dove anche gli esploratori più esperti troveranno pane per il loro denti.

Enormi templi e altri segni di antiche civiltà nelle profondità di caverne lasciano spesso senza fiato e anche gli esploratori più esperti troveranno pane per i propri denti.

Le situazioni che si vengono a creare sono in parte difficili da descrivere e, soprattutto, si ha sempre un sentore di impotenza di fronte alla forza della natura. Potrei fare tantissimi esempi che però rovinerebbero la sorpresa, quindi mi limiterò a un breve racconto che spero renda abbastanza l’idea:

Si sta facendo sera, ho qualcosa da mangiare nello zaino ma niente acqua e quindi devo trovare assolutamente una fonte dove bere e riempire le borracce prima che cali la notte. Mmmhh… che faccio? Proseguo sulla spiaggia sperando di trovare qualcosa fra i detriti delle navicelle schiantate dei miei compagni (fra l’altro tutti scomparsi?!), oppure mi arrampico su alcuni sassi che sembrerebbero portare verso il centro dell’isola? Mah, vediamo… ma che succede? Si sta alzando il vento… non mi piace quest’aria! Cavoli… comincia a piovere corposamente ed i vestiti si stanno inzuppando per bene. La temperatura del corpo sta scendendo rapidamente pur avendo una torcia accesa in mano che fino a poco fa mi scaldava un po’. Qui si mette male! Devo trovare assolutamente un riparo. Ecco, comincia pure a grandinare e la salute diminuisce a vista d’occhio. Bene, vedo un’insenatura… dai che ce la faccio! Sprint finale negli ultimi 50 metri, riesco ad entrare in extremis, mi giro e scopro di essere stato appena sfiorato da una tromba d’aria. Pfiu… per un pelo! Mi addentro nella caverna felice di averla scampata ma anche preoccupato. Lo sforzo là fuori è stato letale. Le forze mi stanno abbandonando per via della disidratazione e, anche se posso sentire in lontananza un rumore d’acqua che scorre, guardo la salute e …50 …30 …10 …la torcia cade a terra spegnendosi, ed io la seguo accasciandomi in mezzo al fango a pochi passi dalla salvezza.

Questa è solo una delle centinaia, se non migliaia di possibili combinazioni, e che non danno mai l’impressione di ripetitività e danno a The Solus Project un fascino davvero unico.

Suggestivo! Ho adorato alla follia quel fascino di tecnologia aliena mescolato ad antiche costruzioni non ben definite.

Suggestivo! Ho adorato alla follia il fascino della tecnologia aliena mescolata a misteriose antiche costruzioni.

Un pianeta tutto da esplorare

Messo da parte questo splendido aspetto e fatta un po’ di pratica di sopravvivenza, si prosegue con il lato esplorativo. Anche qui tanto di cappello. Poche volte mi è capitato in un gioco di avere interesse/necessità di guardarmi così minuziosamente attorno, e scoprire sempre qualcosa di nuovo e utile. È presente per tutta la durata dell’avventura un’alone di mistero, veicolato da una tecnologia aliena di un fascino meraviglioso. Leggere le notizie sparse nel mondo e capire cosa sta accadendo attorno a noi diventa un bisogno sempre più pressante col passare dei giorni trascorsi sul pianeta. Un sistema di inventario e creazione dell’attrezzatura che sarà di vitale importanza, per non parlare delle centinaia di segreti nascosti in ogni dove. E dico proprio segreti! Forse per via della difficoltà scelta all’inizio mi era impensabile di provare a trovarli tutti, anche se devo dire che rimane tutto esplorabile e accessibile fino alla fine, e quindi spesso e volentieri conviene tornare indietro con il giusto equipaggiamento per scoprire nuove possibilità e combinazioni. Dormire con un cuscino, ad esempio, migliora il sonno e fa recuperare più forza vitale e molti oggetti sono molto rari se non addirittura unici.

Che altro dire!? Un’esperienza che consiglio vivamente a tutti gli amanti delle avventure. Magari non a livello massimo di difficoltà se non amate troppo sentire il fiato sul collo, ma che si lascia scoprire nella sua miglior forma senza aiuti o indicatori a schermo che rovinerebbero il lato esplorativo che fa del titolo un vero e proprio capolavoro del genere.

Non saremo poi così soli sul pianeta Gliese-6143-C... anche se a volte preferiremo esserlo! :D

Non saremo poi così soli sul pianeta Gliese-6143-C… anche se a volte preferiremo esserlo! 😀

Sono comunque presenti degli indicatori mobili sparsi nel mondo che si attiveranno non appena toccati, e che potremmo anche portarci dietro per poi lasciarli a terra a contrassegnare un punto di interesse nel quale tornare in un secondo momento. Niente mappa e solo una bussola, ma va bene così! Armatevi di tanta pazienza – e ce ne vuole davvero parecchia soprattutto nella prima metà del gioco – e lasciatevi affascinare da questo magnifico pianeta tutto da esplorare. Nulla è lasciato al caso e rischiare è una strategia che viene premiata quanto mai.

Infine una domanda che mi piacerebbe rivolgere a Teotl Studio: perché di un progetto così ambizioso e pieno di qualità non avete fatto un’edizione Retail? Uscisse anche ora, a distanza di tempo, non esiterei un secondo a farla mia, anche in edizione limitata. Magari con un bel Art Book a descrivere flora e fauna locale e altre piccole curiosità. Peccato, ma voglio comunque sperarci per il futuro.

Un particolare riuscito è sicuramente il livello del mare che cambia a seconda della presenza di bassa marea, piogge o mare mosso, così come il ciclo giorno e notte.

Un particolare riuscito è sicuramente il livello del mare che cambia a seconda della presenza di bassa marea, piogge o mare mosso, così come il ciclo giorno e notte.

The Solus Project in VR

Piccola riflessione per quanto riguarda la realtà virtuale. Ho da poco avuto la possibilità di provare l’esperienza di immersione totale sul pianeta sconosciuto grazie all’Oculus Rift. Beh, che dire? In pochi minuti sono riuscito ad apprezzare nei minimi dettagli la splendida realizzazione degli ambienti e ho notato ancor di più la cura riposta nella struttura e nell’oggettistica generale. Un’esperienza amplificata che si sposa perfettamente con il visore, anche perché non si tratta di un tipo di gioco frenetico, ma basato principalmente sull’esplorazione. Fa quasi impressione camminare guardandosi attorno, e morire investiti da una pioggia di meteoriti è di un fascino davvero unico. C’è sicuramente da prenderci l’abitudine per via della coordinazione fra visore e controller, ma anche sotto questo punto di vista lo promuovo a pieni voti.

Indice di rapimento

Per quanto mi riguarda The Solus Project è un titolo che colpisce dritto nel segno, regalando ore e ore di paesaggi da esplorare, ammirare e misteri da scoprire con tanti risvolti inaspettati. Ambientazioni suggestive con comparti audio e video che portano all’eccellenza l’ottima idea alla base del gioco e la sua realizzazione. È già diverso tempo che è sul mercato e inizialmente lo avevo messo da parte attendendo il finale mancante e la traduzione in italiano. Ne è valsa proprio la pena!