Share

The Untold History of Japanese Game Developers è un’opera imperdibile per tutti quelli che desiderano approfondire la realtà degli sviluppatori e produttori nipponici attivi nel periodo in cui dire videogioco significava quasi dire Giappone.

Disponibile in due volumi (e un terzo in cantiere), nel doppio formato cartaceo e digitale, è frutto di: una fortunata campagna Kickstarter, 10 anni di lavoro, ripetuti viaggi in Giappone e circa 200 interviste ai nomi più in vista del panorama videoludico giapponese degli anni ’80 e ’90.

Musicisti, artisti, programmatori raccontano la propria esperienza con Namco, Enix, Hudson, Nazca, Irem e via dicendo, svelandoci retroscena inattesi su giochi famosi, o progetti ambiziosi mai realizzati, con quel tono di verità confidenziale che solo la forma intervista è in grado di restituire.

L’autore di queste circa mille pagine complessive di contenuti esclusivi e inediti è John Szczepaniak, che oltre ad essere con tutta probabilità l’uomo vivente con più consonanti nel cognome, è anche giornalista per Gamasutra, Retro Gamer, The Escapist, Hardcore Gaming 101.

Nel primo volume troverete, solo per citarne alcune, interviste a:

Keiji INAFUNE / Game Designer
ci parla del suo Mega Man, della sua prossima incarnazione Mighty No.9, del lavoro per Capcom, del realizzare videogiochi oggi passando per Kickstarter

Tatsuo NOMURA / Game Designer
ci racconta di Dragon Quest e del suo lavoro alla Square-Enix

Katsutoshi EGUCHI / Musicista
ci racconta di che persona fosse Kenji Eno, del creare suoni realistici su Sega Saturn, della sua collaborazione con Bitmap Brothers, di quando Eno san realizzò il logo del Dreamcast

QTQ / Celeberrimo giocatore Arcade
ci racconta della cultura del gioco arcade in Giappone, delle vecchie riviste di settore, di giocatori capaci di imprese mitologiche, e di una serie TV dal titolo “No Continue Kid” sulla cultura del “purismo” Arcade

Toru HIDAKA / Programmatore
ci racconta la storia della Enix, ci parla delle scuole di game design e programmazione in Giappone e della conversione di Ultima per PC-88

Akinori NAKAMURA / Docente universitario
ci racconta il lavoro all’Università Ritsumeikan per la preservazione dei giochi Famicom

Il prezzo delle versioni cartacee è consistente e può sembrare proibitivo, ma l’acquisto delle controparti digitali per Kindle è invece più che consigliabile per l’ottima impaginazione, la presenza di link a fonti esterne che arricchiscono il testo e, soprattutto, l’ottimo prezzo al quale vengono proposte. In questi giorni inoltre, e fino a giovedì 3 marzo, è attiva un’offerta allettante sull’Humble store che permette, con 12$ (circa 11€), di portarsi a casa i due volumi digitali e un bel po’ di altri titoli sfiziosi.

story_bundle

Che il Giappone di oggi non sia che una pallida e sbiadita ombra del sovrano incontrastato di un tempo e che abbia ormai ceduto lo scettro a sviluppatori e produttori occidentali è cosa arcinota, basti pensare al fatto emblematico, e inedito, del lancio di una nuova console (la Ps4) avvenuto prima negli Stati Uniti e in Europa e solo 4 mesi più tardi nel paese di origine…

Leggere queste testimonianze e, un po’ forse, approfondire la conoscenza di queste persone è anche rendere il giusto omaggio ad un mondo scomparso che abbiamo amato e che probablmente ci ha reso i giocatori che siamo oggi.

Chiudiamo con la visita di John Szczepaniak al quartier generale creativo e produttivo di Hudson ridotto da decenni a uno stato di abbandono; il luogo in cui, per intenderci, ha visto la luce la prima console della storia ad adottare il supporto CD Rom. Sic transit gloria mundi.