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Il disastro aereo è solo l’inizio.

Queste le prime parole, liberamente tradotte, del video di presentazione della campagna Kickstarter di The Wild Eight, survival game dalle interessanti meccaniche cooperative e dalla visuale isometrica, in sviluppo per PC, Xbox One e PS4 da parte della software house indipendente 8 Points.

Otto sopravvissuti. Un aereo precipitato nel cuore di una fitta foresta in Alaska. Nessun segno di civiltà in vista: la natura è madre e matrigna. Freddo, fame, disperazione. I nemici che attendono nascosti tra gli alberi sono molti di più degli animali selvaggi, che pure non mancheranno.

Ma non è tutto: a minacciare l’incolumità degli otto anche entità misteriose e creature nascoste allo sguardo, che assieme ad artefatti difficilmente riconducibili all’opera umana parlano di un’interferenza “esterna” non meglio identificata. Per ora.

Wild Eight title

Gli aiuti sembrano destinati a non arrivare, le condizioni esterne sono proibitive: organizzarsi per sopravvivere è l’unica opzione. E allora caccia, raccolta di risorse preziose come la legna per il fuoco, accanto al quale scaldarsi per evitare la morte per assideramento e grazie al quale cucinare onde fuggire all’avvelenamento da cibo crudo. Costruzione di un riparo. Crafting di oggetti utili, tra cui le medicine, indispensabili viste le molteplici insidie. Niente sembra lasciato al caso, per meccaniche di sopravvivenza alquanto interessanti, che tengono conto di ogni piccola dimenticanza e mettono il giocatore dinanzi ad una sensazione quanto più realistica possibile.

Ovviamente presente il ciclo giorno - notte, con tutte le conseguenze che questo comporta in termini di condizioni atmosferiche, in primis quanto alle temperature. Ma non solo: tempeste, sole, piogge...l'engine di gioco decide intensità e durata, il giocatore è costretto a farci i conti

Ovviamente presente il ciclo giorno – notte, con tutte le conseguenze che questo comporta in termini di condizioni atmosferiche, in primis quanto alle temperature. Ma non solo: tempeste, sole, piogge…l’engine di gioco decide intensità e durata, il giocatore è costretto a farci i conti

Sopravvivere, e nel frattempo esplorare, per scoprire cosa stia realmente succedendo e, magari, trovare aiuto. Tutto questo richiede tempo ed organizzazione. Ed è qui che il gioco svela la sua fondamentale natura cooperativa.

Giocabile da soli, ma pensato per un gruppo di giocatori, fino ad otto, coordinati e coesi nel comune obiettivo di sopravvivere: dividersi i compiti, guardarsi le spalle, rianimarsi, all’occorrenza. Un multi online che, almeno per quanto mi riguarda e stando a quanto sin qui annunciato, risponde ai miei gusti, proponendo un’esperienza di autentica cooperazione in vista di un fine.

Ma non è tutta collaborazione quella che luccica: un traditore, infatti, potrebbe nascondersi nel gruppo. Spinto dalla sete di sangue, remerà contro il bene comune. Intrigante!…oltreché inquietante.

Non in ordine: un addetto ad una piattaforma petrolifera, un imprenditore di successo, un insegnante di storia, una donna fortunata (?), una studentessa di chimica e biologia, un intellettuale, un atleta professionista e un ingegnere. Ciascuno con un passato ed una personalità destinata a mutare in statistiche ed abilità particolari

Non in ordine: un addetto ad una piattaforma petrolifera, un imprenditore di successo, un insegnante di storia, una donna fortunata (?), una studentessa di chimica e biologia, un intellettuale, un atleta professionista e un ingegnere. Ciascuno con un passato ed una personalità destinata a mutare in statistiche ed abilità particolari

Ispirato a titoli quali Diablo e, più di recente, Don’t Starve, The Wild Eight affianca, a meccaniche che richiedono di reperire ed organizzare risorse al fine di sostentare e riscaldare i sopravvissuti, dinamiche di combattimento in “due” distinti scenari: scontri innescati volontariamente contro creature passive, quali lepri o cervi, al fine di procacciarsi carne e risorse utili o sventurati incontri con bestie aggressive, come i lupi, contro cui difendersi se adeguatamente armati o fuggire, tenendo a mente che una sola ferita potrebbe concretamente decretare la fine, se non si interviene tempestivamente. Chissà che non ci sia anche altro motivo per imbracciare le armi…vedremo.

Il mondo di gioco è pensato come una sorta di scacchiera, in cui ogni casella è unica e programmata per generare, all’avvio di una nuova partita, un mondo e tutta una serie di locations per ciascuna quest. Generazione procedurale, dunque. E sì, una storia principale, che promette abbondanti manciate di mistero man mano che si penetra più a fondo negli ambienti di gioco, e tutta una serie di missioni secondarie, opzionali ma importanti per sperare di ottenere un “happy ending” (finali multipli? probabile…).

Presente anche un sistema di sviluppo dei personaggi, con incrementi di livello per le diverse azioni eseguibili al fine di sopravvivere, partendo dalle basi – accendere un fuoco o orientarsi – per poi impratichirsi con ben più sofisticate tecniche di vita nei boschi.

Wild Eight equip

Fondamentale, in questo senso, il crafting: che sia veloce allestimento di strumenti di fortuna on the go o ponderata creazione di strumenti sempre più avanzati in un vero e proprio workshop, entrambe possibilità offerte dal gioco, i sopravvissuti devono provvedere da soli ad ogni necessità

Gradevole alla vista e con una colonna sonora curatissima al fine di accompagnare e rimarcare i passaggi emotivi della storia, The Wild Eight sembra avere molto da dire. Speriamo che confermi quanto di buono sembra poter offrire.

Vi lascio con il link della pagina di Steam Greenlight e della campagna Kickstarter, in caso di buon fine della quale potremmo vedere il gioco già nel 2016. Oltre che con un video che mostra una versione pre – alpha del sistema di gioco. Buona visione!