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C’era una volta un Pazzo
seduto sul sofà
che annoiato per l’andazzo
chiese tempo fa
un bel fumetto in prestito
al buon amico munito

Ok, basta, la smetto.
Però, dai, era una bella idea visto il fumetto in questione… quale? Fables, ovvio! Avete presente no? Quel fantasy dai tratti polizieschi, un po’ noir, che ha come protagonisti i personaggi di varie favole, filastrocche e leggende folkloristiche? Scritto da Bill Willingham? Pubblicato, anche in Italia, dalla divisione editoriale della DC Comics, Vertigo? Quello che ha ispirato il protagonista di questo articolo, dai! C’è scritto anche nell’immagine d’apertura!
… Dite che non è comunque una scusa per quella “cosa” che ho provato a scrivere all’inizio eh?
… Ok, mi arrendo…vi metto una musichetta di sottofondo per farmi perdonare:

Comunque, veniamo a noi e proseguiamo, in modo “normale” e con tanto di OST da compagnia, la storia del mio primo incontro con Fables:
è stato proprio quel mio amico, sotto varie pressioni a dirla tutta, a farmi scoprire il fumetto e, di conseguenza, il gioco da esso scaturito e sviluppato da TellTale Games. Inizialmente titubante, ho ben presto cambiato idea dopo aver letto i primi numeri, riuscendo ad apprezzare sin da subito lo stile di disegno (non unico ad ogni volume, ma sempre d’impatto), i temi, la narrazione e, soprattutto, i personaggi.

Mi sono istantaneamente innamorato del personaggio di Bigby “Big Bad” Wolf (Luca Wolf in italiano… capito no?… Lupo cattivo… geniali), del suo essere un “uomo” cupo, visto il nome e il suo passato, ma pronto a difendere Favolandia/Fabletown (frazione di New York in cui le favole vivono tra gli umani grazie alla compravendita e l’uso della malia, magia che “umanizza” il corpo delle favole antropomorfe) ricoprendo il ruolo di Sceriffo, lavoro che aiuterà non solo gli abitanti della città ma anche il protagonista stesso, in cerca di redenzione dai numerosi torti passati…

Non sto qui a fermarvi su ogni personaggio, perché non finirei più, ma potete immaginare la mole di eroi, principesse, mostri e altro ancora presi da ogni dove, da BiancaNeve (per gli amici Neve) a Ichabod Crane di Sleepy Hollow, da Jack Horner del Fagiolo Magico a Bufkin di Oz, da Riccioli D’oro e i tre orsi a Bloody Mary e così via, ovviamente tutti presentati in una nuova veste, molto più realistica, matura e cruda, ognuno con i propri problemi, le proprie idee, le proprie esperienze, i propri modi.

genti

Da sinistra verso destra, senza contare quelle braccia random: la strega Greenleaf (della storia horror del folklore americano “Zia Greenleaf e il cervo bianco”), Johann il macellaio (dalla filastrocca inglese “Rub-A-Dub-Dub”), Holly (troll della favola norvegese “I 3 capretti furbetti”), Grendel “Gren” (mostro del poema di “Beowulf”), Barbablù, BiancaNeve, un Luca Wolf messo male, La Bestia e La Bella. Sono solo alcuni dei tantissimi personaggi presenti in questo universo “diversamente fiabesco”, ma ognuno di essi è caratterizzato alla perfezione, con un suo perché, nel bene o nel male.

Quindi, arrivato ad un certo livello di apprezzamento ed interesse per questo universo fantastico… come potevo non giocare The Wolf Among Us (ovviamente sotto ulteriori pressioni del mio amico… meno male)? Ovvio che poi, tramite il Family Sharing di Steam, non ho pensato due volte a scrocca- *ehm* installare il titolo grazie ad un altro mio amico (che ovviamente ringrazio), il tutto completo di ogni suo episodio, cinque per l’esattezza, una divisione della storia dallo stampo molto cinematografico, tipico degli autori e delle loro creazioni che, personalmente, mi è sempre piaciuto.

Certo, lo ammetto… non ho giocato molte serie di TellTale finora (anche se alcune di queste cercherò di recuperarle sicuramente, come Ritorno al Futuro)… anzi, diciamo proprio che ne ho giocate due (oltre a quella di cui parlerò in queste righe): le due avventure “sorelle” su The Walking Dead. Detto questo, non dovrei scrivere quello che sto per scrivere, vista la mia attuale ignoranza su quanto gli autori hanno finora creato, ma dopo aver finito The Wolf Among Us non posso fare altro che ringraziare la casa sviluppatrice in questione che, PER ORA, non mi ha deluso, anzi!
Aspettate però, non è che dico subito se mi è piaciuto o meno… SPOILER!
Dai, torniamo a lui. Parliamo di questo fantomatico gioco e vediamo come vive Il Lupo Fra Noi.

Office

E partiamo direttamente dall’ufficio del sindaco della città, con il nostro sempreverde Bufkin che ci guarda come a dire “ma vedi te ‘sti due che gridano, mannaggia a Wolf e Crane”.

C’era una vol- no, basta, devo smetterla.

Vi ho già parlato del personaggio di Bigby Wolf e del suo “sporco” lavoro di Sceriffo no? Quindi potete capire cosa dovrà fare, o, per meglio dire, cosa DOVRETE fare, durante l’avventura… sì, certo, ho già detto che aiuta i suoi simili come “volto della giustizia di Fabletown“, rendendo la città un posto migliore (con i suoi metodi ovvio), ma… più precisamente?
Esatto: limitare, o annullare, il rischio di crimini e, in caso avvengano, indagare!
E niente, a Fabletown, è peggio di un omicidio tra favole.

Il tutto parte con una lite in un appartamento in cui Bigby viene chiamato ad intervenire grazie ad un avviso recato da uno dei condomini del palazzo interessato dal misfatto: Mr. Toad (da Il Vento tra i Salici). Dopo aver intimato quest’ultimo di comprare della malia per non mostrare il suo corpo da rospo, lo Sceriffo di Notti- no, di Fabletown, si reca nell’appartamento in questione e, sfondata dolcemente la porta, si ritrova davanti ad una scena di violenza contro una donna.

Protagonista della molestia: Il Taglialegna (da Cappuccetto Rosso), storica “nemesi” del nostro Lupo Cattivo di quartiere, che picchia malamente una prostituta per una questione di soldi.

botte

E qui partono le botte… in QTE!

Dopo aver spostato lo scontro da Taglialegna vs Prostituta a Taglialegna vs Bigby, distruggendo letteralmente il posto con un combattimento mortale che vede i due uomini subire gravissime ferite, la donna, grata per l’aiuto ricevuto, spiega la situazione a Wolf, il quale le chiede di continuare la discussione nel suo ufficio… peccato che il loro incontro successivo non arriverà nel migliore dei modi.

Dopo esser rientrato nel suo piccolo appartamento per una breve pausa, in attesa della donna, e dopo averci presentato alcuni dei personaggi della storia, come la Bella e la Bestia e Colin de I Tre Porcellini, ecco infatti arrivare Neve che, con un’aria per niente rilassata, chiede al nostro “eroe” di seguirla fuori dal palazzo in cui vive per mostrargli UNA COSA situata negli scalini che portano all’ingresso del loro condominio.

Quella COSA, a primo impatto, può sembrare un semplice giubbotto della polizia dimenticato da qualcuno, ma sotto nasconde una sorpresina che nemmeno un ovetto Kinder:

ehi

EHI, CIAONE! Ti aspettavo… intera… e più viva di così magari…

Tutto questo potrebbe sembrare uno spoiler grande quanto una casa eh? E INVECE NOPE! Anzi, è proprio da questa base, dopo circa dieci/quindici minuti di gameplay, che inizia il gioco vero e proprio, dotato di un’essenza da giallo con tratti thriller-noir che veste noi e il nostro Bigby Wolf da prodi detective in fabula. Dopo una piccola ispezione nei paraggi, infatti, il protagonista apre ufficialmente il caso insieme a Neve, pronto a risolvere quello che, successivamente, diverrà uno dei momenti più critici mai vissuti da Fabletown e i suoi abitanti.
Chi è stato a fare questo?
Com’è morta la vittima?
Qual’è il movente?
Perché è stata messa così in bella vista a Wolf e Neve?
Si tratta di colpevole o colpevoli?
E’ un semplice omicidio o un qualcosa di più grande?
Sarà l’unico attentato o il primo di una serie?

Ovviamente toccherà al giocatore scoprire e fermare tutto questo (anche perché io qui ho già detto anche troppo) prendendo i comandi dell’uomo della legge più “””cattivo””” di sempre, così da “sfruttarlo” per vivere una storia ricchissima, un piatto pronto pieno di colpi di scena, plot twists, sotto-trame, scelte morali e azione, con un gustoso contorno di ambientazione evocativa, uno stile ricercato, un tratto da disegno favoloso e, come già accennato, un character design sublime, quasi vivo, realistico.

Che poi… chi è familiare con TellTale Games non ha nemmeno bisogno di sapere il COME il giocatore dovrà seguire tutto questo, anche senza conoscere il gioco o l’opera originale, perché, si sa: TellTale Games = PUNTA E CLICCA!

nerissa

Ehi ehi ehi, aspè aspè aspè, non intendevo QUEL “punta & clicca”… anche se non mi dispiace poi così tanto eh… ma poi tu, Nerissa la Sirenetta, DOVE SONO LE CONCHIGLIE?

D’altronde, cosa ci si può aspettare da una casa sviluppatrice fondata da ex-dipendenti di LucasArts che, prima della divisione, lavorarono a titoli come Grim Fandango, Monkey Island e Sam & Max, mentre ora, oltre ad aver ripreso le ultime due serie appena citate, si sono sbizzarriti con licenze quali Jurassic Park, Game of Thrones e i già citati Ritorno al Futuro e The Walking Dead?

Certo, non che ora siano uguali ai loro “padri” eh, ci mancherebbe. Anzi, col tempo TellTale ha acquisito uno stile tutto suo, unico, che differenzia le loro opere da qualunque altra avventura del genere.
Qual è il fattore predominante di questa unicità? Quello che contraddistingue giochi come The Wolf Among Us da, che so… Day of the Tentacle? Semplice: una maggiore enfasi sulla storia, sulla narrazione e sulla caratterizzazione dei personaggi.
Certo, se dico “niente enigmi impegnativi e niente libertà esplorativa” potrei far storcere il naso a molti giocatori che magari hanno amato le avventure Lucas e/o che non conoscono ancora bene avventure grafiche come questa, ma, in caso, non allarmatevi, perché tolte o ridimensionate certe caratteristiche, altre ancora vengono aggiunte o migliorate.

E in un gioco “story-driven” come The Wolf Among Us è proprio tale “ridimensionamento” che, a parer mio, fa la differenza, rendendo il gioco davvero bello ed emozionante per tutte le sue 10 ore circa di gioco (2 ore ad episodio, un film a botta in pratica).

macchina

“Story-driven” eh, non “Story-Driver” … Ok, basta, torniamo seri.

Il gioco infatti, oltre a dividersi in cinque episodi, si divide in ulteriori capitoli composti principalmente da tre fasi, se non tre tipi di “gameplay”: la ricerca, la “scelta” e il Quick Time Event.
E l’unica sezione in cui serve muovere il personaggio è, ovviamente, la prima, la ricerca.
Eh sì… in circa un terzo del gioco si può far passeggiare il nostro Bigby per una stanza, o comunque un ambiente abbastanza limitato, da setacciare scrupolosamente per il ritrovamento di prove o di qualunque altra cosa che aiuti la riuscita delle indagini, che siano esse oggetti, segni o tracce, tutte segnalate su schermo al passaggio del cursore e pronte al nostro processo manuale preferito… esatto, proprio quel punta & clicca che ci permetterà di guardare, toccare, prendere o usare ogni cosa!

Durante “””il resto””” della partita, invece, non dovremo fare altro che lasciarci andare e farci guidare così dalla Storia (con la S maiuscola, sì) NELLA storia, tra scelte morali e personali che possono cambiare le sorti degli avvenimenti e dei personaggi in gioco, tanto che ogni partita è pressoché unica, diversa da persona in persona, e scene d’azione, di scazzottate ed inseguimenti caratterizzate da QTE del tipo “premi W, A, S, D ed E al momento giusto”, “clicca in questo punto e in fretta” e “premi ripetutamente Q fino a quando non ti esplode il dito”.

D’altronde, mi ripeto: è uno “story-driven” e, in quanto tale, noi giocatori dobbiamo lasciarsi condurre, appunto, da quella storia ricchissima, quello stile ricercato e quel character design di cui ho già parlato prima… e di cui continuerei a parlare ancora e ancora… e di cui non smetterei mai di dire quanto sia stato tutto magistralmente sviluppato, girato e portato su schermo, se non fosse che, oltre a ciò, sul gioco in sé e sulla trama generale, non posso dire molto e molto devo limitarmi… CHE SE NO MI ARRIVANO LE DENUNCE PER SPOILER!

Q

Giusto per fare un esempio di QTE “premi ripetutamente Q fino a quando non ti esplode il dito” che mostra la dura vita dello Sceriffo/Detective in Fabletown… e che mostra Pazzo dopo un possibile spoiler.

Se infine, aggiungiamo anche una bella colonna sonora d’atmosfera composta dal sempreverde Jared Emerson-Johnson, che riesce ogni volta a creare musiche giuste per i giochi cui collabora (cosa che dovreste aver già capito dalla musica che DOVRESTE aver messo all’inizio del parere come accompagnamento), e una recitazione assolutamente PERFETTA dei doppiatori, che non solo animano i personaggi rendendoli “umani” e quindi realistici a prescindere dalla loro “soprannaturalità”, senza far rimpiangere film/telefilm di alto calibro, ma mettono addirittura uno strano desiderio di vedere una trasposizione cinematografica del titolo, non posso non confermare tutto L’AMMORE che mi ha procurato questa esperienza dopo averla finita e vissuta pienamente, in ogni suo possibile epilogo.

Indice di rapimento

Certo, a causa di quel problemino del “è tutto storia quindi non posso dire molto”, non mi resta che scrivervi semplicemente del perché The Wolf Among Us sia riuscito a catturarmi così tanto, mostrandosi a me, come avrete già capito, come una delle migliori avventure grafiche SIN QUI mai giocate dal sottoscritto. E no, non parlo di nuovo del mio rapporto con il fumetto, della mia relativa ignoranza in materia di avventure grafiche o che altro, ma parlo proprio del genere di racconto e di stile, quello tipico da giallo thriller-noir che mi ha tenuto incollato allo schermo, attivandomi il cervello (e le mani) per tutto il tempo, a prescindere dal taglio cinematografico del gioco e dal suo essere uno “story-driven” con un gameplay molto limitato. Anzi, è proprio l’aver seguito la storia di Bibgy e Neve, e l’aver risolto il caso in prima persona, la cosa che più mi ha trattenuto le dita su mouse e tastiera (avendolo giocato su PC ovviamente, perché se no avrei usato il termine “Punta &… Premi?”), grazie ad una narrazione e una caratterizzazione dei personaggi che mi hanno letteralmente catapultato dentro Fabletown, se non dentro il lupo stesso, portandomi a pensare e a scegliere come farebbe lui, così come a scoprire, soffrire ed emozionarmi con lui.
Poi, ricapitolando velocemente il resto, aggiungo che The Wolf Among Us possiede: uno stile ricercato che straripa da tutti i pixel, un comparto grafico delizioso e con un tratto da disegno che ricalca bene l’opera originale, un sonoro grandioso con belle musiche e un doppiaggio magistrale, un sistema di gioco basilare ma che fa perfettamente il suo lavoro… cosa posso dire di più? Ho già detto abbastanza mi pare… mi sembra arrivato il momento del “giocatelo”, perché sì, questo titolo merita troppo il nostro/vostro tempo.
Volete vedere un film? Fate un episodio di The Wolf Among Us.
Un episodio al giorno toglie il medico di torno.
E state attenti, perché dopo potrebbe giungervi il desiderio di leggere/comprare il fumetto, in quanto il gioco è un prequel dell’opera cartacea… e se prendete pure quello, va anche meglio (denari permettendo).