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Nel 1993 Microprose pubblicò UFO: Enemy Unknown (conosciuto anche come X-COM: Ufo Defense negli USA), uno strategico a turni raffinato che è diventato un piccolo classico. Quattro anni fa Firaxis Games riportò in auge la serie grazie all’ottimo XCOM: Enemy Unknown, riuscendo a traferire questo genere di giochi con successo anche su console. Merito di un gameplay ben congegnato, un tasso di sfida notevole e dei controlli semplici, ma efficaci.
Lo scorso febbraio è scoccata l’ora per XCOM 2, ma soltanto per i giocatori PC. Al netto di qualche bug di troppo al lancio, il titolo è stato apprezzato per come ha saputo migliorare le qualità del primo episodio. Ora, a qualche mese di distanza, anche i possessori di piattaforme Microsoft e Sony possono mettere le mani su questo titolo.

In Enemy Unknown eravamo alle prese con un’improvvisa invasione aliena e vestivamo i panni del comandante del progetto X-COM, un’organizzazione adibita a contrastare questa nuova forza ostile. Il nostro compito era gestire al meglio le risorse a disposizione e, al contempo, guidare i nostri soldati in battaglia. La premessa narrativa di XCOM 2 presuppone che la missione sia fallita e che il pianeta sia ora in mano agli alieni. Ci troviamo dunque in un mondo distopico, retto da un governo extraterrestre, dove la propaganda e le forze armate annichiliscono ogni forma di dissenso.

La prima missione funge da tutorial e ci vede impegnati nella liberazione del comandante del progetto X-COM, ovvero noi stessi. Chi ancora spera di ribellarsi all’oppressione aliena, vede in noi un prezioso strumento, così ben presto ci troviamo a guidare la resistenza. La situazione è dunque ribaltata rispetto al primo episodio: invece di iniziare con il supporto di tutte le nazioni del mondo, qui si parte con poche risorse e con la necessità di organizzare con fatica una rete di forze clandestine.

Assistere allo sviluppo, passo dopo passo, del nostro quartier generale ci ripaga degli sforzi sul campo

Un aspetto chiave è rappresentato dalla gestione della nostra base, che si svolge in modo analogo al vecchio capitolo. Abbiamo un numero limitato di spazi dove costruire le nuove strutture, pertanto le scelte dovranno essere molto oculate. Ogni nuova sezione edificata consuma inoltre un certo quantitativo di energia e saranno necessari dei generatori per assicurarne il funzionamento. Possiamo anche decidere di assegnare uno degli ingegneri a disposizione a una specifica struttura, così da migliorarne l’efficienza.

Dal ponte della nostra base, in realtà una nave volante, possiamo accedere alla mappa del mondo, dove decidere le nostre prossime mosse. Cruciale sarà stabilire dei contatti con le regioni circostanti, così da rafforzare la resistenza. Anche qui però dobbiamo ponderare bene il da farsi, sia perché le risorse a disposizione sono scarse, sia perché ogni azione richiede un determinato lasso di tempo. Un fattore importante, poiché l’orologio è nostro nemico: gli alieni stanno lavorando ad un misterioso progetto che potrebbe condannare l’umanità per sempre. È dunque imperativo affrettarsi per sventare i loro piani, bilanciando l’impegno nel consolidare la nostra organizzazione con le incursioni per danneggiare gli extraterrestri.

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Anche la ricerca scientifica gioca un ruolo chiave nel determinare il nostro successo

La maggior parte del tempo di gioco, tuttavia, la spenderemo sul campo di battaglia, guidando i soldati contro le forze armate nemiche. Rispetto al primo XCOM le missioni che dovremo affrontare saranno leggermente più varie, eliminando quel senso di ripetitività che si faceva sentire nel primo episodio. Talvolta dovremo raggiungere un terminale per hackerarlo, altre volte dovremo tentare di salvare dei civili da una rappresaglia aliena, altre ancora il nostro obiettivo sarà trovare un personaggio e scortarlo al sicuro. In ogni caso il senso di urgenza sarà sempre presente, perché essere la resistenza influenza anche l’approccio alle partite.

Innanzitutto, le battaglie inizieranno quasi sempre con la nostra squadra occultata. Giungere di soppiatto al nemico e sorprenderlo con un attacco fulmineo è essenziale per avere la meglio. Dovremo però sbrigarci, perché il nostro manipolo di uomini non può confrontarsi con le massicce forze nemiche, dunque un contatore ci darà il limite massimo di turni a disposizione prima di doverci ritirare. Se il termine dovesse scadere, la squadra sarà considerata dispersa e la missione fallita.

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Calma e sangue freddo, ma uscire indenni da una situazione del genere è praticamente impossibile

Questi elementi contribuiscono a mantenere sempre alto il livello di tensione, ma più di tutti è la salvaguardia dei nostri uomini a tenerci sulle spine. Inizialmente potremo schierare quattro combattenti, ma con le adeguate migliorie arriveremo a impiegarne sei per volta. Ognuno di essi può specializzarsi in una delle quattro classi: il granatiere, equipaggiato con armi pesanti e lanciagranate; il tiratore scelto, che colpisce con il fucile da cecchino da distanze maggiori; lo specialista, in grado di controllare un piccolo drone; il ranger, unità più mobile e versatile. Guadagnando esperienza in battaglia, potremo promuoverli, garantendo loro nuove ed uniche abilità. Ogni soldato diventa così prezioso, perché temprato dai molti pericoli affrontati. Tuttavia, se uno di loro perisce sul campo, è perso per sempre e dovremo rimpiazzarlo con una recluta alle prime armi.

Per chi si avvicina solo ora alla serie, i combattimenti si svolgono a turni e la buona riuscita delle azioni dipenderà dall’abilità dei soldati e dal loro posizionamento. Accovacciarsi dietro a un riparo, diminuirà le possibilità di essere colpiti dal nemico, mentre fare fuoco da una posizione rialzata, ci garantirà un vantaggio tattico. Selezionando un avversario a cui sparare, un indicatore segnalerà la probabilità di riuscita del colpo, che raramente sarà del 100%. Lo scopo è dunque elaborare un approccio che massimizzi le nostre possibilità di vittoria e lasciare il resto alla buona sorte. Sotto questo aspetto, rimane un piccolo difetto della serie, in quanto tali percentuali non sembrano sempre giustificate. Può capitare per esempio di trovarsi faccia a faccia col nemico, puntandogli la pistola a un palmo dal volto, e avere il 63% di possibilità di riuscita. Oppure, capita ancora di colpire (o essere colpiti da) un nemico fuori dalla nostra linea di tiro. Al di là di questi casi isolati, il sistema di combattimento funziona egregiamente e il successo o la disfatta dipenderanno quasi esclusivamente dal nostro acume tattico.

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Il 52% da questo distanza pare un po’ poco…Forse il nostro soldato ha bisogno di esercitarsi di più al poligono

Da quanto detto finora, si dovrebbe intuire che si tratta di un gioco impegnativo, che punisce senza pietà, anche a livello di difficoltà normale, ogni minimo errore. Pertanto chi è alla ricerca di una sessione di gioco rilassante e distensiva, si tenga alla larga. Giocare a XCOM è come cimentarsi in una stimolante partita di scacchi e dichiarare il “matto” agli alieni si rivela ogni volta estremamente appagante. La varietà delle missioni, oltre alla creazione procedurale delle mappe, mantieni le sfide sempre interessanti, perché non si può mai sapere dove si annida il nemico. L’ambiente circostante, inoltre, è distruttibile: i muri crollano e le auto esplodono, dunque bisogna prendere in considerazione anche questi fattori, quando posizioniamo le truppe.

Se, avvenimento improbabile, ne avete abbastanza della campagna in singolo, XCOM 2 presenta anche una modalità multiplayer, sulla falsa riga di quanto visto nel capitolo precedente. Nulla di troppo elaborato dunque, ma mettersi alla prova contro un altro giocatore in carne ed ossa è elettrizzante. All’inizio della partita ci verranno assegnati un certo ammontare di punti, che potremo spendere per combinare la nostra squadra d’assalto. Spetta a noi decidere se concentrare le risorse su un paio di unità particolarmente forti, o se creare una formazione più bilanciata.

A fronte di un gameplay quasi perfetto, i principali limiti della produzione si riscontrano quasi esclusivamente sul fronte tecnico. La conversione del gioco per console non è ottimizzata al meglio e questo comporta piccoli bug e vistosi cali di frame rate, nonostante il dettaglio grafico non sia propriamente votato al fotorealismo. Poco male, perché questo non influisce sulle nostre possibilità di godere del titolo. Più fastidiosi, invece, sono gli interminabili caricamenti, che talvolta richiedono anche più di un minuto.

Indice di rapimento

blu-estasiGeneralmente noi marziani siamo contro la violenza verso gli alieni, ma XCOM 2 è talmente ben realizzato che possiamo fare un’eccezione. In questo nuovo capitolo troviamo tutti gli elementi vincenti del primo episodio, rivisti e migliorati. La perenne situazione di precarietà in cui ci pone il titolo e l’alto livello di difficoltà, abilmente bilanciato, soddisfa appieno quei giocatori alla ricerca di una sfida intellettuale, più che di destrezza con il pad. Una maggiore cura per il lato tecnico avrebbe avvicinato il titolo alla perfezione, ma anche così esso rimane imperdibile per gli amanti degli strategici, tanto più se si considera la penuria di giochi di questo genere su console.