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Xydonia non è un gioco, è una lettera d’amore.
Walter Samperi e Vittorio Barbera (alla grafica), Dario Fantini (al codice), Luca Della Regina (ai suoni) sono il “mittente”; quattro sviluppatori italiani che lavorano dal 2013 alla “stesura” di una missiva indirizzata agli appassionati di shoot ’em up degli anni ’90.

Ma forse soprattutto i veri destinatari, e oggetto d’amore, sono gli sparatutto giapponesi comparsi sui computer, le console e nelle sale giochi durante quel decennio che siamo soliti definire “epoca d’oro” del genere.

Xydonia

L’inchiostro di questa lettera è pixel art sopraffina, a leggerla ad alta voce ha il suono del chip Yamaha che stava dentro il Mega Drive.

Insomma, Xydonia è uno shmup come quelli che si facevano una volta, con la grafica del Neo Geo e la chiptune, gli effetti e le voci campionate dell’epoca a 16 Bit. E sembra bellissimo.

Ma perché, potreste chiedervi, mettersi a produrre uno sparatutto arcade con queste caratteristiche, nel 2016?

Gli italiani di Breaking Bytes – al loro esordio – non sono per niente sazi delle sensazioni che i capolavori di un tempo sapevano regalarci e, ritrovandole con difficoltà nelle produzioni odierne, hanno voluto provare, procurandosi tutti gli ingredienti necessari e con grande accuratezza “filologica”, a preparare la ricetta in casa, letteralmente.

I creatori di Xydonia però assicurano che il fattore nostalgia non è una scorciatoia per ottenere il coinvolgimento del giocatore sensibile all’argomento. L’uso di un preciso linguaggio audio-visivo è piuttosto lo strumento indispensabile per regalare un’esperienza di gioco solida, strutturata e appagante, che vuole coinvolgere anche i giocatori che si sono persi la Golden Age e sono però in cerca di un livello di sfida consistente.

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Noi che abbiamo la stessa passione e tanta voglia di rivivere quella sorpresa che ci regalava un nuovo livello di Gate of Thunder, di farci sorprendere dalle magnifiche musiche di Soldier Blade, dalle routine d’attacco di un nemico in Zero Wing o dagli effetti di parallasse di una bellezza stordente di Blazing Star, non possiamo che attendere con grande impazienza l’uscita di Xydonia che sembra avere concatenati alla perfezione nel proprio DNA tutti questi mostri sacri.

Purtroppo ancora non abbiamo una data di pubblicazione precisa, si parla di fine 2016 inizio 2017; ma a giudicare dai costanti progressi, di cui ci rendono partecipi sul loro profilo twitter, il lavoro sembra procedere nella giusta direzione.

Quello che ci piace moltissimo di Breaking Bytes è la sensazione che danno di non avere alcuna fretta, di lavorare per affinare tutti gli aspetti del gioco in una continua ricerca di eccellenza, a cominciare dall’interfaccia dei menu di scelta iniziale del personaggio, più volte aggiornata e migliorata.

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Ecco cosa possiamo aspettarci:

  • Comparto grafico tarato sulle capacità tecniche del Neo Geo
  • Musiche ed effetti audio creati attraverso l’emulazione del chip audio YM2612 FM
  • Effetto CRT dell’immagine (disattivabile)
  • Cooperativa a due giocatori
  • Progressione dinamica dei livelli, percorsi e finali multipli
  • Grande varietà di armi potenziabili

Vi abbiamo messo curiosità? Bene, perché Breaking Bytes, qualche mese fa, sempre per il desiderio di migliorarsi costantemente, ha messo a disposizione un’alpha del primo livello allo scopo di ricevere riscontri e critiche oltre che apprezzamenti.

Scarica l’Alpha di Xydonia
Vai alla pagina Facebook del gioco

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