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New York Crimes (anche noto come Yesterday) ha rappresentato una novità per Pendulo Studios.

Dopo oltre vent’anni di attività ed una discreta esperienza nel gen, la software house madrilena ha infatti virato per la prima volta su tematiche ed atmosfere cupe e macabre, proponendo un thriller paranormale con un retrogusto horror ed abbondanti riferimenti all’occulto, satanismo in primis.

Il risultato è stato un titolo maturo e coinvolgente, capace di gestire sempre in modo egregio la tensione e di evitare lo spettro della noia grazie ad un ritmo serrato, ma a tratti fin troppo frettoloso a scapito della chiarezza. L’esperienza si è comunque rivelata all’altezza, complici anche un magnifico comparto artistico ed un sistema di gioco da punta e clicca duro e puro che non innova ma fa il suo, eccezion fatta per qualche piccola imprecisione a livello di interfaccia. Trovate impressioni più approfondite nel mio incontro ravvicinato.

Dei tre finali disponibili (più un quarto bonus) in NYC, nessuno chiude ad un possibile seguito, anzi.

Nessuna sorpresa, allora, all’annuncio di Yesterday Origins, sequel (ma anche un po’ prequel) prodotto in collaborazione tra la Pendulo e la Microids ed atteso su PC, PS4 ed Xbox One il 13 ottobre 2016. Nessuna sorpresa, ma tanta attesa.

Yesterday Origins 1

Attesa che ho avuto la fortuna di poter placare, almeno in parte, grazie ad una demo per Windows inviatemi in anteprima. Si tratta di circa mezz’ora di gioco, che mi ha offerto un primo assaggio di quello che Ramòn Hernàez, co – fondatore di Pendulo, ha definito come il loro gioco più ambizioso.

Tra volti familiari, e non, la partita è volata tutta d’un fiato, e questo articolo è un’occasione per condividere con voi le mie impressioni. Senza spoiler naturalmente.

QUALCOSA DI PRESTATO

Come per New York Crimes, limiterò al minimo le anticipazioni.

Riprendendo il filone tematico e narrativo di NYC, che ha proposto una thriller soprannaturale oscuro, legato al doppio filo ai temi dell’occulto, della morte e dell’identità, Yesterday Origins sembra voler raccontare una vicenda di nuovo divisa tra piani temporali e coordinate geografiche (si parla di Parigi, Amsterdam, la Scozia e altro ancora) e di nuovo familiare con tematiche delicate quali il satanismo e l’inquisizione spagnola, quest’ultima solo accennata nel primo titolo. Ancora in bilico tra vita e morte, ancora oltre quel confine.

Yesterday Origins 7

La demo apre nel 1481, con il giovanissimo figlio del Duca di Fuentenegra, Miguel, imprigionato in attesa di tortura dagli inquisitori con una “semplice” accusa: essere il figlio del diavolo. Vero oppure no, attendere che le risposte piovano dalle pareti di una cella non è un’opzione e allora al giocatore è subito richiesto di ingegnarsi per escogitare una fuga. Fuga verso cosa è tutto da vedere, anche se il ragazzo sembra riscuotere un certo interesse tra i cultisti…

Stacco: nel presente, tre anni dopo gli eventi del primo gioco (o almeno così sembra). Di nuovo nei panni di John Yesterday, qui più maturo e consapevole di sé, della sua identità che tanto ha da spartire con quelle storie mistiche ed occulte che molti credono leggende. O incubi. Cosa lo attende? Chissà: sicuramente la necessità di fare i conti con la sua natura, e magari di venire a capo del dilemma esistenziale che incarna. Il tutto con l’aiuto della compagna Pauline, controllabile dal giocatore con switch a piacimento tra i due, salvo momenti “obbligati”.

Lieta del ritorno delle cutscenes a metà tra animazioni e fumetto, che avevano impreziosito la mia esperienza con il titolo precedente.

Lieta del ritorno delle cutscenes a metà tra animazioni e fumetto, che avevano impreziosito la mia esperienza con il titolo precedente.

Poco, troppo, per potermi esprimere a pieno. Mi sento però di dire sin d’ora che se il buon giorno si vede dal mattino quello che ci attenderà con questo Origins, tra volti familiari e nuove conoscenze, è un viaggio ancora più cupo e morboso di quello del primo titolo. Quasi che con NYC gli autori abbiano aperto il vaso di Pandora: richiuderlo, ora, è impossibile.

Spero di non sbagliarmi, così come spero che sia mantenuta la struttura narrativa serrata e priva di momenti morti. Magari con una migliore gestione dei tempi, così da poter godere a pieno di ogni frangente e di ogni personaggio, evitando sprazzi di superficialità ed inutile confusione. Staremo a vedere.

QUALCOSA DI VECCHIO…E NUOVO.

Avviata la demo, il colpo d’occhio è notevole.

La Pendulo non è nuova a produzioni visivamente ottime. Su tutte, New York Crimes mi ha colpita per la sua estetica divisa tra un tratto cartoonesco pregevolissimo e una cupezza generale, sfociante in immagini crude e disturbanti, mai gore ma comunque violente anche da un punto di vista cromatico.

Yesterday Origins sembra riprendere questo stile, migliorandolo sia a livello estetico che cromatico.

La prima ambientazione, una prigione dell’inquisizione spagnola, è un tripudio di effetti di luce e colore, con un’alternanza tra toni caldi e freddi che connota anche il suo predecessore e rimarca su un piano visivo l’ambiguità tematica dei titoli.

Yesterday Origins 2

Dove la novità è più “sensibile” è sul fronte tecnico, con un passaggio dal 2.5D delle ultime produzioni ad un 3D integrale.  Ad una prima occhiata, il risultato sembra buono al di là della qualità “estetica” e, soprattutto, si sposa con la nuova impostazione di gioco.

La release contemporanea anche su console di attuale generazione ha infatti presumibilmente spinto gli autori ad adattare lo stile dei punta e clicca all’utilizzo del pad, non sempre il migliore amico del giocatore quando si tratta di far correre il cursore selvaggiamente da una parte all’altra dello schermo.

Fatte salve le valide eccezioni, Broken Age su tutte, generalmente ritengo che il punta e clicca classico sia prerogativa del mouse. O tutt’al più del touch.

Consci di ciò, o forse semplicemente desiderosi di un cambiamento, gli autori hanno optato per un sistema di gioco che consente di muovere direttamente il personaggio attraverso gli ambienti tramite gli analogici del pad, rendendo il suo utilizzo il mezzo di fruizione ottimale del gioco. Stile Grim Fandango, per intenderci.

Yesterday Origins 9

A seconda della posizione del personaggio, il gioco evidenzia i punti d’interesse nei paraggi e consente di “spostarsi” tra l’uno e l’altro da fermi con la levetta analogica destra. Alla pressione del tasto d’interazione consegue la comparsa a schermo di un riquadro, una sorta di vignetta fumettistica, che riporta in primo piano l’oggetto o l’area selezionata.

A questo punto è possibile cliccare su singoli dettagli, come era in New York Crimes, ma con il plus della tridimensionalità, che consente di ruotare completamente gli oggetti, per un’ispezione più approfondita.

Interessante la possibilità di esaminare anche i personaggi, protagonista incluso: utile per ottenere informazioni sul loro conto ma anche per rintracciare oggetti che nascondono indosso, per un’esperienza sempre più varia.

Yesterday Origins 3

Se New York Crimes peccava nel proporre una gestione dell’inventario fastidiosa, per cui trascinando gli oggetti per utilizzarli si rischiava di “incappare” nel comando “esamina”, Yesterday Origins adotta un sistema più pulito e funzionale.

Il classico inventario a scomparsa è comodamente gestito attraverso i tasti dorsali, che consentono di richiamarlo a schermo e di selezionare la “parte” desiderata (ci arriviamo), per poi spostarsi tra un oggetto e l’altro con la levetta analogica. Niente trascinamento: una volta selezionato un oggetto, oltre a poterlo esaminare da vicino, sarà possibile sceglierne uno o più con cui combinarlo. Et voilà.

La vera novità, quanto meno nelle produzioni della sh, è però rappresentata dallInfoitem: esaminando e dialogando è possibile ricavare, oltre ad oggetti e riflessioni, anche informazioni utili per la risoluzione degli enigmi. Sin qui nulla di “strano”, non fosse che quella che è sempre stata una regola non scritta delle avventure grafiche, ossia “gli indizi sono tutto intorno a te”, diventa qui vera e propria meccanica.

Il gioco, infatti, tiene traccia di queste info e le riporta in un’apposita sezione dell’inventario, chiedendo al giocatore di motivare le sue azioni ricorrendo, di volta in volta, ad una o più di esse. Per la serie: “Vuoi risolvere così l’enigma? Ok, ma…perché?”.

Al centro l'oggetto selezionato, con possibilità di rotazione completa. In basso a sinistra gli altri elementi dell'inventario. In basso a destra "la zona" infoitem.

Al centro l’oggetto selezionato, con possibilità di rotazione completa. In basso a sinistra gli altri elementi dell’inventario. In basso a destra “la zona” infoitem.

Un’aggiunta davvero interessante, che se ben sviluppata, in modo da conciliare “l’imbarazzo della scelta” con la leggibilità complessiva, potrebbe segnare un vero e proprio cambio di passo per la profondità del sistema di gioco made in Pendulo.

Sistema di gioco che, per il resto, sembra mantenersi sullo standard “della casa”: enigmi “da inventario”e  dialoghi a risposta multipla. Sulla difficoltà ancora non mi pronuncio. Quello che ho visto mi ha comunque confermato la cura riposta nella preparazione dei puzzle. Torna, ahimè, il sistema a checkpoint che poco mi era piaciuto in NYC e difficilmente mi convincerà qui: attendo però di vedere come sarà concretamente gestito.

Complessivamente, mi posso dire piacevolmente colpita, anche se ho dovuto fare i conti con fastidiosi movimenti involontari del personaggio e con piccolezze come i testi che lampeggiano a tratti. Spero, e credo se buona Pendulo non mente, che tutto sarà ottimizzato per l’uscita.

QUALCOSA DI BLU?

Al momento di “quagliare”, ho voluto premiare NYC con una sfumatura d’azzurro, pur mantenendolo ancora nel range del verde per qualche aspetto che non mi ha pienamente convinta.

Impossibile prevedere quale sarà la sorte di Yesterday Origins sin d’ora, ci mancherebbe, ma se l’istinto non m’inganna, (e sulla base dell’ottimo materiale che ho potuto visionare e provare con mano), le carte in regola per un passo avanti ci sono tutte.

Yesterday Origins 8

Saprò dirvi di più il 13 ottobre, data in cui il gioco farà il suo debutto su PC, PS4 ed Xbox One. E a casa mia, ma non credo conti come piattaforma di gioco. Intanto vi segnalo che il gioco è interamente doppiato – e bene anche – e che sarà presente una traduzione italiana, sebbene probabilmente solo testuale.

Se questa anteprima ha stuzzicato il vostro interesse vi consiglio di recuperare New York Crimes qualora non l’aveste fatto. Di tempo ce n’è e il gioco vale la candela, oltre al fatto che sembra essere importante per godere a pieno di questo seguito. Forse persino fondamentale, ma non so ancora dirvelo con certezza.

Per ora è tutto, ma il 13 ottobre è vicino: verrà presto il tempo di tornare a vestire i panni dello smemorato più “occulto” del virtuale.